Ecco le sue dichiarazioni:
"La mia famiglia è molto legata a quello stadio, il progetto è di mio nonno Silvio. Teniamo molto a campo Testaccio come a tutta la storia della Roma. Mio padre (Franco Sensi, ndr.) me ne ha parlato spesso. La nostra è una tradizione legata alla nascita stessa del club giallorosso e campo Testaccio era un simbolo di quello che significava andare allo stadio all'inizio dell'avventura romanista. E' un pezzo di storia, ricordo dai racconti di mio padre che andava a campo Testaccio con mio nonno. Era un rito, un modo imprescindibile di essere tifosi della Roma. Dispiace molto pensare allo stato in cui è ridotto ora".









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