La notte delle stelle. La notte dell’Europa che conta. La notte dove il sogno si realizza. Quello del Bayern Monaco fresco campione d’Europa, quello di Jupp Heynckes, una vita dedicata al calcio, fresco vincitore della Bundesliga e per la seconda volta di quella Champions League che i bavaresi volevano a tutti i costi. L’impresa gli era già riuscita nel 1997-98 al tecnico di Mönchengladbach. Di fronte a lui, quel giorno, la Juventus di Marcello Lippi ma anche di Zidane, Inzaghi e Del Piero. Bastò Davor Suker, implacabile bomber croato, a regalargli il successo. Questa volta un altro croato non è stato sufficiente. Serviva il sigillo d’autore, la firma dell’artista. E cosi dopo quello di Mandzukic è arrivato il colpo delicato di Robben, l’olandese eterno incompiuto che nel primo tempo aveva sciupato l’impossibile.
Terrore giallonero – La partenza del Borussia Dortmund è sfavillante. Il 4-2-3-1 fotocopia proposto dai duellanti Klopp ed Heynckes è un riflesso modificato soltanto dalle giocate degli imprevedibili gialloneri. Lewandowski al 14° scalda le mani di Neuer con un bolide dai venti metri ed il portiere, un minuto più tardi, si supera su Reus pescato in area da Blaszczykowski. Al 19° e al 22° ancora una volta il numero uno del Bayern dice no a Reus e Bender, entrambi abili a liberarsi per la conclusione.
Bayern diesel – Ci mette un pò il Bayern Monaco a carburare ma quando lo fa è assolutamente pericoloso. Chiedere a Weindenfeller costretto a mettere in corner uno straordinario colpo di testa di Mandzukic e a guardare sfilare di poco alta la palla colpita sempre con la testa, ma questa volta da Javi Martinez. Al 30° la prima, vera palla gol del match. Schmelzer si addormenta sulla sinistra e Robben, entrato in area dalla destra, si presenta a tu per tu con Weindenfeller. L’occasione è quella giusta, manca però il cinismo ed il tiro del 10 si stampa sul portiere in uscita. La risposta avversaria mette i brividi. Lewandowski sfugge in area ad Alaba da vero centravanti ma sul più bello si allunga il pallone e calcia su Neuer. Prima del break un’ingenuità di Hummels consegna la palla sui piedi di Robben, il fazzoletto di terreno che separa l’ala da Weindenfeller non è sufficiente a trovare la via del gol, con il pallone che centra pieno il volto del numero uno di Klopp.
Maturità – Ed è il Bayern Monaco a dimostrare che se da una parte il gioco corale, di squadra, è sempre positivo, dall’altra è risaputo che con i campioni si vince. Lo sa bene anche il Dortmund che al 59° viene punito da Mandzukic, liberissimo in area di infilare la porta dopo una palla d’oro di Robben che si spreca tanto ma negli assist si conferma uno dei migliori d’Europa. Al 67° gli sforzi dei campioni di Germania hanno rischiato di sbriciolarsi di fronte al grossolano errore di Dante, reo di aver colpito con un calcio sullo stomaco Reus in piena area. Il rigore è sacrosanto e Gundogan ripristina una parità tutto sommato giusta. Al 72° la magia di questa finale ci regala l’eroe Subotic che si immola sul tiro a porta vuota di Muller, scacciando la sfera ed anticipando Robben, il tutto con lo sguardo di Weindenfeller superato in uscita proprio dal centrocampista tedesco. E se all’88° il portiere giallonero si oppone in tuffo a Schweinsteiger, all’89° deve soltanto chinare il capo. L’azione è artistica, Boateng lancia verso l’area di rigore avversaria, Ribery, di spalle rispetto all’area di rigore, smarca di tacco Robben, accelerazione dell’olandese e tocco morbido a gonfiare la rete. La gioia devasta i bavaresi, le lacrime gonfiano gli occhi di chi voleva toccare la vetta dell’Everest ed invece è stato costretto a fermarsi sul più bello. Le due facce della Germania si guardano e chissà se il Borussia oggi sconfitto non potrà ripetere il prossimo anno l’impresa del Bayern.
Borussia Dortmund (4-4-2): Weidenfeller; Piszczek, Subotic, Hummels, Schmelzer; Blaszczykowski (dal 45' s.t. Schieber), Gündogan, Bender, Grosskreutz; Reus, Lewandowski. A disp.: Langerak, Kirch, Felipe Santana, Kehl, Leitner, Sahin. All. Klopp.
Bayern Monaco (4-4-2): Neuer; Lahm, Boateng, Dante, Alaba; Robben, Javi Martinez, Schweinsteiger, Ribery (dal 45' s.t. Luiz Gustavo); Müller, Mandzukic (dal 48' s.t. Gomez). A disp.: Starke, Van Buyten, Tymoshchuk, Shaqiri, Pizarro. All.: Heynckes.
Arbitro: Nicola Rizzoli.
Marcatori: 59° Mandzukic, 67° Gundogan (rig.), 89° Robben









.jpg)


