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Il Messaggero

(22/05/2013)

Il giorno di Allegri, la Roma è pronta

«Stiamo tutti aspettando, dovranno concretizzarsi le nostre cose». Sabatini è realista. Sa che oggi, da Milano, può avere la certezza di conoscere l’allenatore della Roma per la prossima stagione. Perché Galliani, su input di Berlusconi, deve sollevare Allegri dall’incarico e spingerlo di conseguenza verso la capitale. Il diesse giallorosso non si sbilancia, scottato dal recente dietrofront di Mazzarri, proprio come gli accadde con Montella l’anno scorso. Ma forte del rapporto che ha con il tecnico rossonero stavolta è convinto di andare a dama. Un anno fa incaricò il suo braccio destro Massara (ex compagno del livornese nel Pavia e nel Pescara) di telefonare ad Allegri, già all’epoca in disgrazia per non aver bissato lo scudetto lasciandolo alla Juve: invito respinto, per una questione d’orgoglio. Adesso, anche per il feeling riattivato da ottobre, non dovrebbe temere la concorrenza del Psg e del Napoli. Sabatini conta di poter iniziare a parlare con il livornese già in giornata. Allegri, che avrà un triennale, vuole portare tre uomini dello staff: l’allenatore dei portieri Landucci e il preparatore Folletti e un fisioterapista. E sta convincendo pure il vice Tassotti. In queste settimane il ds, a parte i contatti con l’agente di Mazzarri, ha chiamato altri tecnici, in Italia e all’estero. Simeone, in quanto ex bandiera laziale, non è proponibile. Benitez lo intriga e per questo segue l’evoluzione della trattativa tra il Napoli e lo spagnolo (e l’inserimento del Psg).

CONFRONTO A TAVOLA
Dopo la passerella al Pirellone per celebrare i 50 della prima coppa dei Campioni del club rossonero, Galliani e Allegri hanno cenato insieme. Non da soli. Stamattina, invece, l’atteso faccia a faccia. L’allenatore non si dimette. Se il Milan decide di esonerarlo, punta a incassare la buonuscita. La transazione, dunque, potrebbe richiedere qualche giorno. Il livornese, però, sa che la Roma prima di lunedì non annuncerà il nuovo tecnico. Per questo non concederà facilmente il divorzio. Ieri ha evitato i giornalisti. L’ad ha invece svicolato sulla nuova raffica di Berlusconi: «Il presidente ha smentito. Il resto sono affari nostri. Il giochino rischia di diventare stucchevole». Il sostituto indicato dal presidente è Seedorf. Galliani non sa più come opporsi.
 
AURELIO IN SELLA
«Lunedì ci incontreremo con Andreazzoli che è ancora l’allenatore della Roma. Non abbiamo chiuso accordi con nessuno nè preso alcuna decisione». Sabatini si tiene stretto, ancora per qualche giorno, l’attuale tecnico. «Non l’abbiamo preso per sostituirne un altro, ma è un allenatore della società con un contratto lungo: è ancora possibile che resti lui sulla nostra panchina. Siamo molto soddisfatti, con lui abbiamo recuperato equilibri e posizioni di classifica». La società giallorossa ha intanto deciso di anticipare di un giorno il ritiro in vista del derby: i giocatori dormiranno, questa settimana, una notte in più a Trigoria. Da venerdì, dunque, massima concentrazione sull’evento. 
 
MARQUINHOS NON SI TOCCA
La Roma continua il pressing sul centrale difensivo francomarocchino dell’Udinese. L’operazione, rilanciata anche dall’Equipe, non è semplice. Pozzo, presidente del club friulano, non conferma, anche per creare l’asta con il Napoli: servono 12 milioni. Benatia, 26 anni, lo avrebbe voluto Mazzarri (il ds partenopeo Bigon si è mosso da tempo), così come Allegri lo ha suggerito al Milan. Sabatini sta discutendo con il manager del calciatore, ma ha escluso che l’arrivo di Benatia determinerebbe la cessione di Marquinhos. «Non partirà nessuno dei nostri gioielli. Non perderemo pezzi, anzi cercheremo di mettere tasselli per essere all’altezza della nostra tifoseria. Noi vogliamo costruire qualcosa e il derby è solo una tappa». Più cauto su Osvaldo: «E’ il centravanti della Roma. I giocatori vorremmo tenerli tutti. Poi dobbiamo parlare, devono essere contenti di stare qui».
 
LA SERATA CON IL PRESIDENTE
Pallotta ha invitato ieri sera a cena i dirigenti giallorossi. Presente anche Baldini, con il quale dovrà confrontarsi: il dg non è convinto di restare, sentendosi responsabile di alcuni errori in queste due stagioni. Il presidente spera di vederlo più coinvolto. Se non fosse così, appare probabile la separazione consensuale con due anni di anticipo. Il Tottenham e Villas Boas lo aspettano a Londra. Pallotta nel pomeriggio sarà allo store di piazza Colonna per mostrare ai tifosi il nuovo logo, il restyling della Lupa preparato negli Usa che oggi presenterà a Papa Francesco nell’udienza al Vaticano. Nell’agenda del presidente anche il contratto di Totti. Che aspetta il rinnovo promesso.

U. Trani 


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