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Il Tempo

(15/06/2017)

I grillini (quasi tutti) dicono sì allo stadio

Alle 17.20 arriva la proclamazione del risultato del voto: la nuova delibera, che modifica il provvedimento di Ignazio Marino e «conferma» il pubblico interesse alla costruzione dello Stadio della Roma di Tor di Valle, viene approvata dall’Assemblea capitolina con 28 voti favorevoli – tutti i consiglieri 5 Stelle presenti in Aula più il sindaco, Virginia Raggi, comparsa proprio per il voto e il consigliere di Forza Italia, Davide Bordoni («un’opportunità di sviluppo»); 9 contrari (i presenti del Pd e di Fratelli d’Italia) e un astenuto, Alessandro Onorato, Lista Marchini. Con il voto del Consiglio comunale la delibera è dunque operativa.
 
COSA CAMBIA – Rispetto al testo varato dall’Amministrazione Marino nel 2014 molti i cambiamenti. In primo luogo le opere pubbliche «compensate» con le cubature. Nel 2014 i privati avrebbero speso 195 milioni di euro, ora si fermano a 80. In cambio, con Marino, ricevevano 354mila metri quadri edificabili, ora sono 212mila. Il taglio delle cubature con la Raggi è il 40%, quello delle opere pubbliche è il 58%. Diminuiscono, ovviamente, anche i costi delle opere di urbanizzazione: il contributo costo di costruzione (la parte di oneri da pagare al Comune) passa da circa 65 del 2014 a 45 con la Raggi e le opere obbligatorie (fogne,strade,verde, luce) scendono a 70 milioni rispetto ai circa 120 della versione Marino. E, su questo aspetto, esprime preoccupazione Marco Matteoni, presidente Edilizia della Confartigianato: «Dei 120 milioni destinati alle opere pubbliche – e non più 270, grazie alla brillante operazione di riduzione delle cubature voluta dall’attuale giunta – più di un terzo sarà a carico dei romani. Il progetto originario, criticabile per tanti versi, aveva almeno un vantaggio: quello di essere a costo zero per i cittadini. La sforbiciata del 50%, tanto sbandierata come una vittoria, di fatto rappresenta un taglio non al temuto “mostro della speculazione”, ma alle opere di urbanizzazione di cui il quadrante, e non solo, ha un gran bisogno. E altre al danno, la beffa: a pagarle saremo noi».
 
OPERE PUBBLICHE RIMANENTI – Per 80 milioni i proponenti faranno una ristrutturazione della via del Mare/Ostiense, consistente al Raccordo allo Stadio, meno «rivoluzionaria» dallo Stadio a viale Marconi. A questo si aggiungono due ponti ciclopedonali: uno che collega la stazione Tor di valle della Roma-Lido e l’altro la stazione Magliana della ferrovia Orte-Fiumicino. Ovviamente, rimangono gli interventi per la messa in sicurezza idraulica del Fosso del Vallerano e dell’Acqua Acetosa cui si sommano il parco fluviale con la sistemazione della aree golenali e gli attracchi delle barche sul Tevere e la videosorveglianza. Con i 45 milioni del costo di costruzione si pagherà lo sviluppo della Roma-Lido.
 
COSA SUCCEDE ORA – La Regione Lazio aveva fissato ad oggi la scadenza per non ricominciare tutto da capo. A questo punto, la nuova delibera e il nuovo progetto verranno «girati» in Regione che si prenderà qualche giorno di tempo per esaminare le carte. Dopo di che, se tutto sarà a posto, verrà convocata una nuova Conferenza di Servizi decisoria. In sostanza, se non sorgeranno intoppi di sorta, di qui a pochi giorni ripartirà nuovamente il cronometro dei 180 giorni a disposizione dei tecnici dello Stato, della Regione, della Città metropolitana e del Campidoglio per aprire i faldoni ed esaminare il nuovo progetto.
 
LE REAZIONI – Scontati gli applausi dell’Aula e le dichiarazioni del sindaco Raggi («mantenuto impegno, rivoluzionato il progetto») e della maggioranza (De Vito: «Comune ha fatto la propria parte, ora tocca alla Regione»; Ferrara: «Oggi vinciamo una partita, da parte delle opposizioni vengono evidenziate tutte le criticità della delibera. Fratelli d’Italia: I grillini hanno respinto emendamenti importanti su viabilità e collegamenti viari. Pertanto come Fdi abbiamo espresso un voto contrario ribadendo comunque la nostra posizione favorevole allo stadio». Per il Pd: «Abbiamo sempre dichiarato sostegno allo Stadio ma la nuova delibera perde molta utilità pubblica, che di fatto rischia di impedirne la realizzazione: forte riduzione della fruibilità della nuova struttura e un aggravarsi della mobilità in quel quadrante per la cancellazione del Ponte di Traiano». In serata il plauso del presidente giallorosso James Pallotta: «Grazie a Virginia Raggi e alla città. Lo stadio della Roma darà una nuova casa ai nostri tifosi e porterà grandi benefici alla città».

F.M. Magliaro


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