Francesco Totti:
"Grande risultato che vale doppio perché abbiamo affrontato un'ottima Fiorentina, tonica e motivata. Da adesso sarà fondamentale poter contare sulla disponibilità della rosa al gran completo perché giocheremo davvero di frequente e serviranno tutte le nostre energie per le prossime gare".
"Sono uscito solo per un affaticamento muscolare, avevo già giocato 90 minuti in Coppa Italia, è stata una scelta del mister fatta per preservarmi".
Daniele De Rossi:
"Sono tre punti pesantissimi. L'Inter? Prendere punti al Milan è stato importante, siamo stati bravi e un pizzico fortunati. Quando arriverà lo scontro diretto Roma-Inter? Prima penso allo scontro diretto col Milan, poi, se saremo più vicini ai nerazzurri allora si potrà parlare di scontro diretto con l'Inter. Abbiamo lavorato tanto, ma lavoravamo anche prima. E' difficile spiegare. Prima le cose giravano storte, adesso ci girano a favore. I risultati danno serenità e morale, quando vinci è tutto più facile. La condizione fisica è buona e le cose ci girano a favore. È stato un pomeriggio perfetto e potete capire perché...".
Una vittoria non schiacciante, ma di sostanza. Oggi a fare la differenza è stata la fase difensiva...
"Si, non abbiamo giocato bene ma la compattezza e l'organizzazione difensiva sono state decisive, grande merito va anche al nostro portiere che ha fatto delle grandi parate".
Vi aspettavate una Fiorentina così gagliarda? La squadra viola non veniva da un grande momento, siete rimasti sorpresi?
"No, proprio il fatto che non venissero da un momento positivo ci ha fatto pensare che stasera avrebbero dato tutto. Non è stato facile affrontare una squadra così tonica, soprattutto nel primo tempo".
La Roma è apparsa in difficoltà proprio a centrocampo, anche se è oggettivamente più forte dei viola in quella zona del campo. Cosa non ha funzionato stasera?
"Loro a centrocampo sono bravissimi, hanno Montolivo che è un talento assoluto. Sono stati molto aggressivi, molto alti, bloccavano le nostre ripartenze ed erano velocissimi in contropiede. E' stato molto difficile trovare gli spazi sia in attacco che a centrocampo".
Vucinic:
“La cosa più importante è che abbiamo vinto, poi in più ho segnato. Non poteva andare meglio. Un bel gruppo, compatto se no non saremmo usciti da un inizio difficile. Loro giocano con un pubblico che li spingeva, abbiamo saputo soffrire e abbiamo portato tre punti molto importanti per noi. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, allenarci e vincere tutte le partite. Così arriveremo lontano. Ci hanno aggredito spesso, raddoppi e ripartivano. Da quando è arrivato Ranieri ci crediamo fino all’ultimo momento”.
Mexes:
“Noi non siamo riusciti a dare il meglio. Nel primo tempo abbiamo sofferto tantissimo, anche nel secondo. Dobbiamo migliorare se vogliamo rimanere lì. Stasera sono stati importantissimi gli attributi. Fino a poco tempo fa questa partita l’avremmo persa 3-0 senza dubbio. Oggi abbiamo visto una squadra unita, i tre punti per noi sono fondamentali. Con questo spirito possiamo andare lontano. Ci godiamo partita dopo partita. Daremo il massimo per stare lassù. C’è voluta un po’ di fortuna per superare il momento difficile, non abbiamo mai mollato. Abbiamo trovato la via di mezzo per trovare continuità. La mia esultanza contro l’Udinese? Siamo andati a cena al compleanno di Juan e c’era uno che ballava con la mano sull’orecchio e si muoveva così. Con Perrotta ci siamo detti che se qualcuno avesse segnato avrebbe esultato così”.
Julio Sergio:
“All’inizio del secondo tempo ho fatto una parata importante su Gilardino. Abbiamo fatto un grande gioco di squadra, abbiamo corso tantissimo, fatto un gol e preso tre punti importanti. Tante volte si gioca bene e non si vince. Ci abbiamo messo il cuore, sono punti che pesano. E’ stata una partita diversa rispetto a quella di Torino, li faceva tanto freddo. Oggi abbiamo trovato una squadra che ha giocato benissimo, non era facile. Abbiamo difeso bene. Segnare nel finale è un buon segno, abbiamo calciatori che possono fare la differenza. Dobbiamo dare tutto fino al 90°, come con Okaka. Ogni partita impariamo qualcosa. Vediamo alla fine dove arriveremo, è un bel momento. Nazionale? Io guardo a sette mesi fa, quando andavo in tribuna. Non ero contento. Oggi ho mio figlio a casa che è nato a Roma, sono felice. Se faccio bene qua le cose arriveranno. E’ un gruppo bellissimo e questo fa la differenza quando mancano dieci minuti”.
Gol di Vucinic ma la Roma ha vinto anche grazie a te.
"Abbiamo fatto un grandissimo gioco di squadra. Partita difficile, loro hanno fatto molto bene. Abbiamo segnato da un calcio piazzato, ci voleva. Ogni settimana andiamo sempre più su e dobbiamo continuare così".
Ora siete secondi.
"Sì, abbiamo visto le partite oggi. Sapevamo che vincendo avremmo fatto un passo importante in classifica. Siamo contenti. Abbiamo giocato bene, senza mai mollare. Complimenti a noi".
Adesso vi guardate avanti?
"Dobbiamo continuare a far bene. L'Inter ha tanti punti in più di noi. Noi non dobbiamo mollare".
Sei cresciuto molto da inizio anno.
"Sono rimasto a Roma tre anni senza giocare. Ora sono contento. E' un momento particolare per me e sono molto felice".
Stasera hai giocato un'altra partita straordinaria. Sei stato il migliore in campo.
"Si, ma il merito è di tutta la squadra, abbiamo lottato fino alla fine. Oggi siamo riusciti a vincere una partita molto difficile, questi sono tre punti sofferti che fanno la differenza."
Il calcio ogni tanto regala delle favole, parlaci brevemente della tua. Sei partito da terzo portiere e adesso, improvvisamente, sei diventato un titolare inamovibile.
"Non penso sia successo tutto all'improvviso, sono tre anni che lavoro duramente. Ho immediatamente guadagnato il rispetto di tutti i miei compagni e questo per me è stato fondamentale. Se penso che solo pochi mesi fa andavo sempre in tribuna adesso mi sembra di sognare."
La parata più difficile della serata?
"Quella su Pasqual, nel secondo tempo su un tiro dalla distanza. La palla ha cambiato direzione e stava per mettermi in difficoltà".
Siete secondi, due punti sopra il Milan e a otto dall'Inter. E' vietato guardare in alto?
"Noi dobbiamo vivere alla giornata, solo pochi mesi fa eravamo in una situazione difficile. Dobbiamo continuare a giocare come sappiamo, i conti li faremo alla fine".
Un tempo i portieri brasiliani non erano molto stimati, oggi ne abbiamo moltissimi bravi in Italia. Da dove nasce questa nuova scuola brasiliana?
"Abbiamo imparato moltissimo qui in Italia. Fino a poco tempo fa non avevamo neanche il preparatore dei portieri, poi sono esplosi prima Tafferel poi Dida. Oggi ci sono moltissimi bravi portieri di nazionalità brasiliana".
Dunga ti ha già fatto una chiamata?
"No, io a queste cose non penso. Io mi ricordo sempre tutti i mesi che sono stato in tribuna e oggi sono felice di vivere una giornata così."
C'è stata una partita in particolare in cui vi siete resi conto che potevate fare un grande campionato o questa consapevolezza è arrivata pian piano?
"Penso che la partita dell'andata con la Fiorentina è stata importante. Noi attraversavamo un periodo difficile e dovevamo affrontare una squadra fortissima, quella vittoria è stata decisiva".
Roma è una città molto brasiliana, vive momenti di grande entusiasmo e di grande depressione. Respiri questa atmosfera brasiliana a Roma?
"Come no, l'emozione dei tifosi quando ti incontrano per strada è travolgente. Ma sappiano che le cose possono cambiare molto rapidamente qui, per questo dobbiamo continuare a lavorare sodo".









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