Dai fischi sugli spalti del Meazza al silenzio stampa della squadra. L'Inter ha serrato i ranghi dopo il pareggio contro la Sampdoria: nessuna dichiarazione rilasciata alla stampa, solo una battuta di sfogo a microfoni spenti che si sarebbe concesso Josè Mourinho e intercettata da chi stava nei pressi degli spogliatoi: «soltanto in sei ci possono battere», ossia lo stesso concetto detto ad alta voce dal portoghese al termine di un altro match ricco di polemiche, il derby vinto con il Milan a gennaio. Bocche cucite, dunque. Probabilmente per digerire meglio una serata di decisioni indigeste ed evitare dichiarazioni come quelle già costate deferimenti e multe a tecnico e società nelle ultime settimane. Il silenzio stampa durerà fino a martedì, vigilia della gara di Champions League con il Chelsea. Ma Mourinho, che aveva cominciato la partita comodo e silenzioso in panchina, è stato a sufficienza esplicito quando incrociando i polsi ha mimato il gesto delle manette per una delle tante decisioni di Tagliavento che lo hanno fatto infuriare. L'atmosfera, resa calda anche dalla protesta con i fazzoletti bianchi inscenata sugli spalti dai tifosi nerazzurri, non è piaciuta all'amministratore delegato della Sampdoria Giuseppe Marotta: «bisogna tenere i toni bassi - ha detto - sono amareggiato come uomo di calcio per quello che ho visto». Sugli episodi che hanno scatenato le proteste degli interisti Marotta ha detto che secondo lui si trattava di «provvedimenti giusti, come giusta è stata l'espulsione di Pazzini». Anche l'allenatore della Sampdoria Gigi Del Neri è d'accordo con questa interpretazione. «I falli ci sono stati - ha commentato - si è trattato di decisioni giuste». La sua squadra, nonostante la superiorità numerica, non è riuscita a imporre la partita all'Inter. «Abbiamo giocato bene quando eravamo in 11 contro 11 - ha spiegato Del Neri -. Poi nel secondo tempo con due punte ammonite abbiamo avuto difficoltà a far giocare la squadra. Mi tengo stretto il punto conquistato oggi in un campo così difficile». Il pareggio vale il 4/o posto, ma Del Neri non pensa alla Champions. «Noi pensiamo giorno per giorno, non facciamo progetti», ha assicurato il tecnico doriano, che Mourinho, alla fine della partita, si è scambiato i complimenti nonostante la tensione accumulata nei 90 minuti: «Mourinho si è congratulato con me e io gli ho fatto in bocca al lupo per la Champions, che è importante per tutta l'Italia». Infine una battuta sul grande assente della serata Cassano: «sta ancora male - ha detto Del Neri - ma abbiamo altre soluzioni».
(Ansa)









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