Il secondo tempo delle intercettazioni di calciopoli, partita infinita del calcio italiano, anima tra gli altri gli esperti di diritto. Tra questi ce n'è uno, Cesare Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale che, da capo della commissione di Appello federale della Figc sull'argomento, emise la prima durissima sentenza: ora che si è riaperto il dibattito sull'assegnazione da parte dell'allora commissario Guido Rossi dello scudetto 2005-2006 all'Inter, Ruberto dice : «Andatevi a rileggere la mia sentenza...». Una sentenza che nel dispositivo recita: «Non assegnazione del titolo». Una valutazione da parte della commissione conseguente a un giudizio su una stagione evidentemente considerata falsata (nelle motivazioni la Caf scrisse: «Una atmosfera inquinata, una insana temperie avvolgente il campionato di serie A era venutasi a creare...»). Era il 14 luglio 2006, undici giorni dopo arrivarono le sentenze della corte federale, il giorno successivo l'assegnazione del titolo all'Inter da parte di Guido Rossi, dopo avere ascoltato il parere di una commissione di saggi con a capo Gerhard Aigner.









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