L'operatore del tg 1 aggredito fuori lo stadio Olimpico dopo la finale di Coppa Italia dello scorso 5 maggio, in esclusiva ai microfoni di Te La Do Io Tokyo (Centro Suono Sport 101.5, Roma)
Ci puoi raccontare la tua versione dei fatti della sera della finale di Coppa Italia del 5 maggio fra Inter e Roma?
Come di consueto nel mio lavoro ero nei pressi dello stadio dove si trovano i tifosi, io lavoro con delle telecamere nascoste per avere la possibilità di documentare al meglio ciò che avviene, sia fra i tifosi oppure fra poliziotti. Ero li dalle 19.00 e la situazione era molto tranquilla, sono un free lance, quella sera lavoravo per il tg 1come esterno. Alla fine della partita verso le 22.30 mi trovavo all'esterno della tribuna tevere, dalla parte dell'obelisco, da li ho potuto notare che i tifosi che andavano verso il ponte erano tranquilli, tranne 10 - 15 persone che inveivano contro le forze dell'ordine
che erano pronte nelle vicinanze. Verso le 23,00 mi sono spostato verso la curva nord dove mi avevano detto che dovevano esserci i tifosi interisti e
qualche laziale infiltrato, ma era tutto estremamente tranquillo, talmente tanto che pensavamo di andare via. Ad un certo punto vedo alcune camionette con le sirene accese, mi avvicino e inizio a vedere delle cariche, a mio parere, ingiustificate, noto tanti poliziotti in gruppo contro un ragazzo con un giubbino rosso, mi avvicino quando lui si libera e inizia a gridare: “aiutatemi”. Io lo seguo per documentare meglio possibile l'azione e vedo una macchina che si mette di traverso per bloccarlo e il ragazzo che cade a terra. Sicuramente è stata fatta una manovra improvvisa mettendolo sotto. Quando mi sono avvicinato, all'improvviso un poliziotto mi ha aggredito,io ho iniziato a giustificarmi che non c'entravo nulla, logicamente io non posso identificarmi,altrimenti avrei scatenato delle reazioni a catena. La mia aggressione è stata del tutto ingiustificata. Posso immaginare che il poliziotto mi abbia scambiato per un tifoso. Io stavo correndo indietro e lui mi si avvicinava, senza avvertirmi,colpendomi con due pugni al volto. Sono andato all'ospedale, dichiarando che mi aveva aggredito un poliziotto, ma visto che aveva un casco e non avrei potuto identificarlo, è stato scritto che mi ha aggredito uno sconosciuto. Ho riportato un trauma alla mascella sinistra che è durato 15 giorni, mal di testa etc.. ero arrabbiato perché non potevo fare nulla, stavo lavorando, e non potevo denunciarlo. Se avessi fatto una cosa del genere non potrei lavorare più. Sono stato sentito dalla polizia in merito al caso di Daniele, ed ho riferito quello che ho detto a voi.









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