
(01/07/2010)
Il piano A è poco più impegnativo di una vacanza, qualche ora di lavoro in lunghe settimane di ferie pagate. Casse tristemente vuote, mercato bloccato, giocatori e allenatore in giro per il mondo, i documenti per l’iscrizione al campionato inviati (e in attesa di riscontri), l’avvio della prossima stagione già programmato (ritiro e amichevoli), l’attesa degli eventi societari che sconsiglia qualsiasi decisione. Almeno fino a lunedì, quando — se le cose in queste ore finiranno per incastrarsi come sembra — si chiuderà un’era e inizierà un periodo di transizione. Nell’attesa dei nuovi padroni. E chi si muove? In questo porto delle nebbie che è diventata la Roma, c’è poco o niente da fare per i dirigenti. Il poco (ma già sarebbe un trionfo) consiste nel riportare a casa Nicolas Burdisso, unica ragione della trasferta milanese — oggi e domani — di Daniele Pradè. Ma sarà una trattativa lunga e faticosa, e si concluderà solo quando la Roma troverà i soldi (quindi, chissà), a meno che non intervenga prima l’ennesimo atto di bontà interista. Perciò, il dolce far niente in questi giorni consente numerose attività: mare, barca, piscina, lettino, letture. E la visione del Mondiale senza scocciature. Non senza un minimo di interesse professionale, però. Giapponesini
E qui scatterebbe il piano B. Molto ipotetico: se la Roma trovasse i soldi, se potesse fare mercato, se non avesse fatto i salti mortali per iscrivere la squadra al prossimo campionato, se gli stipendi fossero stati pagati regolarmente, se quelli dei dipendenti non fossero a rischio il mese prossimo, se la transizione facesse anche sognare... Se tutto questo fosse (sarà) realizzabile, ci sarebbero un paio di giapponesini niente male visti giocare al Mondiale. Due che Pradè e Montali hanno guardato con attenzione, che farebbero proprio al caso di Ranieri. Che, soprattutto, verrebbero per pochi euro. E infatti, dato che alla Roma pure i sogni hanno un costo, non parliamo di due fenomeni. Ma due rinforzini, buoni a completare la rosa.
Il terzino sinistro Yugo Nagatomo, 23 anni, pilastro (si fa per dire, è alto 170 cm) dell’Fc Tokyo, visto martedì sbarrare la strada a Roque Santa Cruz. Il centrocampista Makoto Hasebe, 26 anni, centrocampista del Wolfsburg, capitano del Giappone. Lui il suo rigore lo ha realizzato. Anche Nakata avrebbe garantito per loro. «Elementi molto interessanti — dicono da Trigoria —: li abbiamo monitorati, insiemea qualche croato, dobbiamo farci trovare pronti, non si sa mai...».
Caratteristiche Arrivassero donazioni da qualche anima pia. In attesa di scatenare la caccia al croato, si può dire qualcosa dei giapponesini. Il terzino Nagatomo è il classico giapponese: piccolo, veloce, indomabile, ma leggerino. Forse troppo per il calcio italiano. Insomma, è la metà di Riise. È extracomunitario, anche per lui varrebbe il discorso fatto per Clemente Rodriguez. C’è bisogno che Barusso espatri e liberi un posto. Il centrocampista Hasebe è già più interessante, e più struttrato (180cmdi altezza): un giocatore fatto, a suo agio in mezzo al campo e sulla destra, il secondo giapponese nella storia della Bundesliga, campione di Germania col Wolfsburg un anno fa, ad aprile ha rinnovato il suo contratto coi tedeschi fino al 2012. Potrebbe anche consentire alla Roma di liberare Brighi incassando qualche euro. Questi giapponesini sono un affare, meglio del mercante in fiera.
A. Catapano
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