
(06/07/2010)
La storia infinita tra Unicredit e Italpetroli, la società della famiglia Sensi che controlla la Roma calcio, si arricchisce di un nuovo rinvio, questa volta a giovedì, anche se il destino del club (cambio di proprietà) sembra segnato. A vuoto l’ennesimo incontro nello studio di Cesare Ruperto, il presidente del collegio arbitrale chiamato a dirimere la questione relativa al debito di 325 milioni di Italpetroli. Intanto è finalmente sbarcato Adriano. «Questa squadra è da scudetto», ha detto a Fiumicino.
«Sospensione tecnica» o rinvio che sia stato, ancora una volta si è concluso in nulla di fatto. Non sono state sufficienti più di cinque ore di colloqui serrati per mettere d’accordo Italpetroli e Unicredit. La trattativa a oltranza che ieri ha tenuto impegnate le parti dinanzi al Collegio arbitrale presieduto dal professor Cesare Ruperto prosegue «nella piena collaborazione dei due soggetti», dicono gli avvocati che dovranno nuovamente aggiornarsi trovando un punto d’incontro sul debito di 325 milioni della holding dei Sensi.
Nuova tappa dell’estenuante vicenda: l’8 luglio, ore 18, stesso luogo e stessi protagonisti, rigorosamente a Borsa chiusa. «Inizialmente confidavamo di chiudere l’accordo in mezzora - ha detto Ruperto uscendo quasi stremato dal suo studio intorno alle ore 21 - E invece la seduta è stata sospesa perché si andava troppo per le lunghe. Penso che giovedì si chiuderà, ma senza le firme non si può escludere l’arbitrato». L’ormai famigerata «puntuazione», tradotta in linguaggio giuridico come una precisazione scritta dei nodi essenziali sui quali si dovrà basare la stipulazione dell’intesa, è dunque il vero ostacolo una conciliazione, che prima dell’interruzione all’ora di pranzo sembrava definitivamente sfumata.
Intanto è arrivato Adriano. Dopo il ritardo di un giorno per l’inconveniente burocratico legato al passaporto del figlio, il brasiliano è giunto a Roma. Il neoacquisto è sbarcato all’aeroporto di Fiumicino alle 14,30 di ieri pomeriggio con un volo dell’Alitalia proveniente da Parigi. L’attaccante era atteso l’altro ieri, ma aveva avvisato subito i dirigenti giallorossi che sarebbe arrivato a Roma ventiquattr’ore dopo.
Le sue prime parole, appena sbarcato, subito circondato da una cinquantina di tifosi festanti che hanno sfidato il caldo per accoglierlo, ha rilasciato qualche breve dichiarazione. «Bisognerà lavorare tanto e bene, spero di non deludere nessuno, da parte mia cercherò di mettercela tutta, mi sento pronto e motivato per affrontare questa nuova avventura con la Roma». A chi gli chiedeva se la Roma fosse una squadra da scudetto, ha risposto prontamente: «Certo che lo è». Adriano ha rivolto anche un pensiero ai suoi compagni del Brasile messi fuori dal mondiale: «Mi dispiace, capisco il loro stato d’animo. Per quanto mi riguarda, farò di tutto per riconquistare quella maglia, sono ancora giovane ed o voglia di stupire». Il giocatore è apparso abbastanza in forma, anche se ancora sovrappeso, sorridente e disponibile a posare per foto ricordo con i tifosi che lo hanno accolto con un applauso.
All’arrivo a Fiumicino, Adriano, che vestiva una in t-shirt bianca con sopra impressa la testa di una tigre, jeans, scarpe da ginnastica e inforcava grandi occhiali da sole, si è soffermato circa una decina di minuti ad attendere che uscisse il proprio bagaglio, poi, assistito da alcuni uomini della Polaria, è stato fatto uscire dal Terminal 1, dove attenderlo c’erano alcuni fotografi, cineoperatori e il folto gruppo di tifosi. I quali, tra applausi e firme di autografi, hanno inneggiato con slogan e canti come: «Che confusione, sarà perchè ti amo, un calciatore che "tira bombe a mano"». Poi Adriano è salito a bordo di una berlina nera che lo attendeva fuori dal terminal, insieme con un dirigente del club giallorosso, ed ha lasciato lo scalo diretto a Trigoria, dove vivrà questi suoi primi giorni romani in attesa di trovare casa e farsi raggiungere da tutta la famiglia.
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| Torino | 45 |
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