
(07/07/2010)
Il «grande spirito di collaborazione» c’è, i margini per trovare un’intesa anche. È la pazienza, però, che comincia a scarseggiare nei tifosi della Roma, impazienti di conoscere un futuro ancora nebuloso. Attesa spasmodica e toto-acquirente: la città giallorossa vive fibrillante l’ennesima vigilia di passione. «Che fine famo?». La risposta al più genuino dei quesiti, forse, arriverà domani sera. Anche ieri i legali di Compagnia Italpetroli e Unicredit sono tornati a confrontarsi per definire la struttura del compromesso che tarda ad arrivare. Una pausa di riflessione solo apparente, tra telefonate e schemi rivisitati dalle parti. Si lavora, insomma, a quello che fino a qualche ora fa veniva semplicemente definito «accordo quadro» e ora si è trasformato in «memorandum of understanding». Al momento, ferma restando la cessione della Roma alla banca, l’ipotesi di un traghettamento guidato in prima persona da Rosella Sensi con delega all’ordinaria amministrazione sembra la più plausibile. Spetterebbe poi all’advisor incaricato alla vendita, da scegliere tra Rothschild e Deutsche Bank, il compito di reperire il compratore senza il rischio di svalutazioni. Intanto appare quasi scontato un altro rinvio - dopo che in prima convocazione il 29 giugno andò deserta - di quell’assemblea dei soci Italpetroli al cui ordine del giorno figura la certificazione di bilancio. Nel frattempo, com’era prevedibile, la «querelle» tra Unicredit e la Italpetroli è finita al centro delle discussioni politiche, coinvolgendo l’intero arco costituzionale. Dopo l’attacco portato dall’ex ministro delle Politiche Agricole e ora presidente del Veneto Luca Zaia, che ha accusato Unicredit «di prodigarsi nel salvataggio della Roma anziché aiutare il Nord-Est » , dalla capitale non si sono fatte attendere le reazioni: «La Roma merita rispetto - ha detto il delegato del sindaco allo sport del Comune Alessandro Cochi - Essa rappresenta più di un’entità calcistica quotata in Borsa: è un patrimonio sportivo e sociale che marcia di pari passo con la storia della capitale d’Italia, la quale, oltre a sopportare e supportare il peso di tale responsabilità politica e amministrativa, è troppo spesso vilipesa». Stizzita la replica di Federico Rocca, consigliere comunale e presidente del Roma club Campidoglio: «La Lega Nord si occupi della fantomatica nazionale padana e delle spese della Regione Veneto». Enzo Foschi, consigliere regionale del Pd, ha invece puntato il dito contro l’istituto di credito di Piazza Cordusio: «Non si può trattare la Roma come un bancomat: io sono tifoso giallorosso e correntista Unicredit, ma se ciò dovesse avvenire, non esiterei a chiudere il mio conto e ugualmente, ne sono certo, farebbero migliaia di altri clienti». Anche nel timore di queste ripercussioni, Unicredit non vuole trovarsi nello scomodo ruolo di gestore.
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| Inter | 87 |
| Napoli | 76 |
| A.S. Roma | 73 |
| Como | 71 |
| Milan | 70 |
| Juventus | 69 |
| Atalanta | 59 |
| Bologna | 56 |
| Lazio | 54 |
| Udinese | 50 |
| Sassuolo | 49 |
| Parma | 45 |
| Torino | 45 |
| Cagliari | 43 |
| Fiorentina | 42 |
| Genoa | 41 |
| Lecce | 38 |
| Cremonese | 34 |
| Verona | 21 |
| Pisa | 18 |