
(09/02/2010)
Qualcuno lo accusa di segnare poco. Qualcun’altro di non riuscire a fare i gol facili. Altri ancora che gli manca la cattiveria agonistica per essere un campione nel senso più pieno della parola. Sarà, ma Mirko Vucinic quando c’è da lasciare il segno, difficilmente sbaglia. E’ l’uomo delle grandi sfide, delle partite importanti, di quelle partite in cui fare la differenza è il sogno di qualsiasi calciatore al mondo. Lo ha confermato pure a Firenze. Dove, pure, all’inizio della ripresa, ha fallito uno di quei gol che fanno mettere le mani ai capelli pure ai tifosi più buoni, un pallone facile facile da mettere in porta ma colpito come se quel pallone fosse sgonfio.
Troppo facile, per uno come Vucinic, il giocatore che Claudio Ranieri ha individuato come il possibile, nuovo, SuperMarco Delvecchio della Roma del terzo scudetto. La sua rivincita, l’ennesima, se l’è presa a una manciata di minuti dalla fine della sfida con la Fiorentina, stop di petto e destro sotto la traversa per andare a festeggiare sotto lo spicchio giallorosso del «Franchi » di Firenze. Un altro gol decisivo, un’altra rete di quelle pesanti, quelle che preferisce il montenegrino. Che, ora, si sta convincendo di poter essere un giocatore che fa la differenza anche da esterno sinistro offensivo, anche se a Firenze ha segnato da centravanti dove Ranieri lo aveva spostato all’inizio della ripresa dopo aver lasciato negli spogliatoio Francesco Totti inserendo Julio Baptista sulla fascia.
Sono ormai diventati parecchi gli indizi che inducono a pensare come Vucinic sia un giocatore decisivo nelle partite che più contano, quasi che le sfide più difficili esaltino le indiscutibili qualità tecniche di questo giocatore che è sì stato pagato diciannove milioni di euro (ma è sempre bene ricordare che la Roma questi soldi li ha pagati e li concluderà di pagare nello spazio di sei anni) ma che sta sempre più avendo una dimensione da giocatore che fa la differenza (se non bastano i gol, andate a contare gli assists che ha dato negli ultimi mesi). E’ sempre più un uomo squadra, come ha spiegato lui stesso dopo la vittoria sulla Fiorentina:
«Sono felice per la vittoria della Roma che viene prima di qualsiasi mio gol» .
Gol che, come dicevamo, spesso e volentieri arrivano nelle partite importanti. E’ stato il montenegrino a segnare al novantesimo la rete della vittoria al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid in un ottavo di finale di Champions League che rimarrà per sempre nella memoria della gente romanista. E’ stato lui, all’Olimpico, a segnare il gol dell’unica vittoria dei giallorossi sul Manchester United, un gol che sembrava aver facilitato la qualificazione alla semifinale. Sue pure due reti con cui nella passata edizione la Roma ha battuto il Chelsea in casa, una vittoria fondamentale per la qualificazione agli ottavi di finale. Sua la rete di una vittoria a San Siro contro il Milan e, pure in un derby a pareggiare il vantaggio iniziale della Lazio, un derby poi concluso con una vittoria per 3-2.
Nelle partite che contano, in particolare in notturna, è difficile che il montenegrino deluda. Se poi riuscisse a convincersi di avere ogni volta di fronte il Real Madrid, allora per la Roma sarebbe una festa continua. Perché di attaccanti come Vucinic ce ne sono pochi in giro per il mondo. E noi siamo pure convinti che il meglio lo debba ancora far vedere.
P. Torri
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| Napoli | 76 |
| A.S. Roma | 73 |
| Como | 71 |
| Milan | 70 |
| Juventus | 69 |
| Atalanta | 59 |
| Bologna | 56 |
| Lazio | 54 |
| Udinese | 50 |
| Sassuolo | 49 |
| Parma | 45 |
| Torino | 45 |
| Cagliari | 43 |
| Fiorentina | 42 |
| Genoa | 41 |
| Lecce | 38 |
| Cremonese | 34 |
| Verona | 21 |
| Pisa | 18 |