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(02/08/2018) A.S. Roma

Monchi: Voglio essere romanista come Florenzi. Essere romanisti è una cosa bella

La conferenza stampa di Monchi.
 
Apre la conferenza il ds: "Oggi dopo 15 mesi qui, è uno dei giorni in cui sono più contento, non tanto come ds ma come persona che inizia ad amare la Roma. Uno dei nostri figli ha rinnovato il contratto e resterà qui almeno cinque anni. E’ un giorno di felicità, non so quanto tempo sarò qui alla Roma ma se resto a lungo voglio essere romanista come lo è lui. E’ stata una trattativa lunga, ma dal primo momento ero convinto che sarebbe finita bene, perché Alessandro voleva rimanere qui. Ha avuto offerte importanti per partire a livello sportivo ed economico ma è voluto rimanere qui. E’ un esempio come professionista e come romanista".
 
Qual è il significato tecnico di questo rinnovo? "Ho voluto parlare di cuore perché mi piace. Voi mi conoscete, a volte parlo troppo di cuore e poco del lavoro. Lui è forte, ha una virtù, ovvero può giocare in diversi ruoli e li fa tutti bene. La Roma col suo rinnovo è più forte, questo è un acquisto importantissimo per la Roma".
 
Cosa significa per la Roma avere i figli di Roma? "Significa tanto, abbiamo bisogno di calciatori che capiscano cosa è la Roma. Questo è importante per il percorso che fanno i calciatori che arrivano. La Roma è diversa, è difficile da capire ma è molto grande. E serve qualcuno in grado di spiegare questo e Daniele e Alessandro lo possono fare. Essere romanista è diverso, in bello".
 
N'Zonzi? "Si parla di N'Zonzi e di altri. Noi stiamo valutando il mercato in diversi ruoli. Uno è il centrocampo e N'Zonzi è un nome, niente di più. Non è l'unico e forse non è quello più vicino. Forse è il momento di pensare ad altre possibilità, dico a voi perché io so dove voglio arrivare. E' un giocatore che mi piace ma me ne piacciono anche altri che non arrivano alla Roma. Il mio lavoro è provare a fare la rosa più forte possibile e lo sto facendo".
 
Karsdorp: "Io sono tranquillo. Ha un piccolo problema muscolare, normale per un ragazzo che per un anno non ha giocato. E' un piccolo problema ma già corre, penso che domani o dopodomani comincerà a lavorare col gruppo. Ci puntiamo".
 
Preoccupato dal mercato delle altre squadre? "Ognuno fa ciò che pensa sia meglio. Questo è il mio modo di lavorare e non posso cambiarlo. Per me sarebbe più facile pensare solo al presente. So dove vuole arrivare la società e sto lavorando per questo. Potrei fare cose diverse pensando di più a me stesso ma sarebbe ingiusto nei confronti della società. Il giudizio finale è il tempo. La mia prima stagione è stata buona ma voglio continuare a lavorare nel mio modo, sempre pensando alla società. La mia non è filosofia, non è un progetto ma realtà".
 
E' preoccupato dell'eventuale malumore della tifoseria? "A dicembre si parlava del ragazzino preso dallo scarso ds della Roma: Cengiz Under. Se oggi dovessi dire che pensiamo di venderlo non arriverei a Roma. Il calcio cambia. Malcom è fortissimo, per questo lo cercavamo, ma il mio lavoro consiste nel trovarne uno uguale o più forte. Io sono convinto al 100% che chi oggi dice che Malcom è fortissimo, dieci giorni fa non sapeva neanche chi fosse. Il giudizio finale lo dà il tempo".
 
I soldi che si stavano investendo su Malcom saranno investiti? "Nessuno sa dei soldi, perché possiamo sapere i numeri ma nessuno conosce la realtà. Quella di Malcom era una bella operazione sotto tanti aspetti e noi stiamo cercando di fare una bella operazione sotto il profilo sportivo ed economico. A me piacciono i numeri, che sono importanti. Ho avuto la fortuna di farlo e di vincere, sto provando a fare la stessa cosa qui".
 
Le uscite: "Avere 27 giocatori non aiuta e stiamo lavorando. A volte si può fare e a volte no, perché non dipende solo da me. E' un problema a livello di gestione della squadra".
 
Questi acquisti sono un vantaggio più per il campionato o per l'Europa? "Fare meglio in Champions è difficile, così come in campionato dove siamo arrivati terzi. Ci proveremo. Il mio è un discorso ambizioso. Vogliamo lottare per quello in cui giochiamo. Con una rosa più profonda è più facile perché si dà all'allenatore la possibilità di fare i cambi. Non faccio il mercato con un solo obiettivo ma lo faccio per avere la rosa più forte. 
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