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(25/05/2024) A.S. Roma

Calafiori: Grato a De Rossi, Totti e Motta. Con Mourinho bel rapporto

Riccardo Calafiori è stato uno dei grandi protagonisti dell'annata eccezionale del Bologna, che ha chiuso il campionato con la qualificazione alla Champions League. L'ex difensore della Roma si è raccontato in un'intervista a SportWeek, settimanale de La Gazzetta dello Sport

Nel 2018 la rottura di legamenti, menischi e capsula del ginocchio sinistro nella gara di Youth League tra Roma e Viktoria Plzen. Da quel giorno: "Essendo giovane magari l'incoscienza, la sana incoscienza, mi ha aiutato. E grazie alla famiglia e agli amici più vicini ho voluto farcela. Quando mi sono ripreso, dandoci dentro come non mai, sai che soprannome mi ha dato mio padre? Ruspa: perché ero travolgente, non mi fermavo davanti a niente, palla o gamba come si suol dire (sorride, ndr), andavo avanti come se dovessi recuperare tutto".

A chi è grato nel calcio: "A Daniele De Rossi: quando ero un baby infortunato lui mi portava a casa, mi aspettava, mi riprendeva. E a Totti. Ora a Thiago Motta, con lui ho imparato tanti altri aspetti del calcio che non conoscevo".

E nella vita"A tutta la mia famiglia, agli amici dentro e fuori il calcio, che si tratti del mio migliore amico, che si chiama Cesaroni o di Bove della Roma o Bouah, che sta al Catania. E alla mia ragazza, Benedetta".

Come andò con Mourinho: "Con lui cominciai anche abbastanza bene, poi ci fu la gara contro il Bodo in cui perdemmo 6-1: da lì le cose precipitarono. Io cominciai a guardare dalla panchina, le scelte andarono su altri ma la mia necessità e volontà erano quelle di giocare. Fu una sua scelta, certo, ma ti dico anche una cosa: io e Mou ci sentiamo, mi ha scritto diversi messaggi, c'è un bel rapporto fra noi".

La gratificazione più bella"L'aver potuto comprare una casa ai miei genitori. Si viveva in affitto, ma quando giocavo nella Roma riuscii a comprare una bellissima casa per loro. E vederli tranquilli, sicuri e felici, è impagabile".


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