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(07/10/2024) A.S. Roma

Totti: Dal 2001 al 2013 mi riusciva tutto. Non rifarei quel gesto verso Balotelli

Francesco Totti ha partecipato a uno spazio di Besson Sport, di cui è Ambassador, in cui ha risposto ha risposto alle domande dei fan e a quelle più cercate sul motore di ricerca di Google. L'ex capitano della Roma ha ricordato quando rifiutò la fascia di capitano di Diego Maradona durante una partita all'Olimpico: "L'ho fatto perché penso che era doveroso che la indossasse lui. Per me lui è la storia del calcio, è stato il calcio, e lo sarà per sempre", ha spiegato con emozione, "anche se giocavamo all’Olimpico, per me era importante che l’avesse lui, per me era il numero uno al mondo". 

"Adesso ho paura" è un'altra celebre frase molto ricercata su Google. "E continuo ad averne" scherza il Capitano. "Era una frase che ho detto durante la mia ultima partita, il mio addio al calcio. L'ho sentita, l’ho pensata e ancora la penso veramente, è una cosa normale. Noi calciatori, dopo anni di agonismo, dopo anni di momenti piacevoli, abbiamo un po' paura di lasciare questo sport, perché quando lasci una cosa che conosci, non sai mai quella che trovi", spiega.
 
Quando è comparsa la parola "selfie", Totti ha sorriso. "Una delle scene più belle della mia carriera. Era la doppietta al Derby, 2-2, e avevo già deciso che se avessi segnato avrei scattato una foto verso la Curva Sud. Avendone fatti due, fortunatamente, il selfie rimarrà per sempre nella storia del Derby".
 
Molto cercato su Google anche il diverbio con Tudor: "Avevo preso una gomitata sul braccio e istintivamente ho fatto quel gesto, non prendendolo in giro, ma noi romani abbiamo questi sfottò".
 
L'ex numero 10 giallorosso poi ha risposto alle domande dei fan, raccolte dai canali social di Betsson Sport. Ecco le risposte: 
 
Hai mai pensato di allenare qualche squadra?
"Non ho mai pensato di fare l'allenatore".
 
Qual è stato il goal più bello della tua carriera?
"Ancora non lo so. Ne ho due in mente: quello contro la Sampdoria a Genova, al volo, e il pallonetto contro l'Inter a Milano. Devo ancora decidere, due goal bellissimi ma diversi, quindi non è facile scegliere".
 
Il momento più alto nella carriera?
"Dal 2001 al 2013, mi riusciva tutto".
 
Se Materazzi non fosse stato espulso contro l'Australia probabilmente non saresti entrato. Credi nel destino?
"Credo al destino, penso che se Marco non fosse stato espulso sarei entrato ugualmente. Il destino ha voluto che, una volta entrato, è successo quello che è successo".
 
Cosa pensavi in quel momento?
"Ho pensato di tutto. Dal tragitto fino al dischetto ho pensato di fargli il cucchiaio, poi arrivando lì ho visto che il portiere era grosso. Ho pensato 'meglio tirare forte'. E' stato il primo gol dopo l'infortunio, se non segnavo rischiavo".
 
Esistono ancora le bandiere?
"Non esistono più, forse è rimasto solo il manico (ride, ndr)".

Il difensore dell'Inter che hai temuto di più?
"Ne sono passati tanti, Cannavaro, Materazzi, Samuel. Ognuno era diverso. Giocare a Milano era complicato".
 
Sull'invasione dei tifosi in Roma-Parma hai avuto paura?
"Non mi sono preoccupato di nulla, l'unica preoccupazione era vincere. L'invasione è la normalità, a Roma non si vince tutti gli anni, ci poteva stare, Roma è una piazza calda e tutti aspettavano quel momento. Se avessero cambiato il risultato, avrebbero smobilitato tutto, ma non è mai successo nella storia del calcio. Quella volta rimasi in mutande, ci furono 5 minuti di panico".

Sugli allenatori più importanti: "In 25 anni ho avuto tanti allenatori, ognuno di loro ha lasciato un’impronta importante. Non posso non ricordare Zeman, che mi ha cresciuto tatticamente e fisicamente. Da tutti ho imparato tanto, e ciascuno ha contribuito a fare di me il giocatore che sono, permettendomi di mantenere alti livelli di prestazione".
 
Nel video sono presenti anche Carlo Zampa e Marco Delvecchio, che gli hanno posto delle domande.

Su qualcosa che non rifarebbe"Se potessi tornare indietro, non farei il gesto brutto a Balotelli", spiega. "Il rispetto e l'agonismo verso il giocatore avversario sono importanti e bisogna dare il giusto esempio ai ragazzi che vogliono seguire la carriera sportiva".
 
Su De Rossi: "Una persona straordinaria, un ragazzo d'oro. Ama la Roma come me".
 
Su Van der Sar: "Era altissimo, ma la follia ha prevalso. Ho scelto il cucchiaio ed è andato bene".

La battuta su Del Piero tranviere: "Siamo talmente tanto amici che possiamo dirci tutto. Materazzi poi sta sempre col telefono e ha voluto riprendere tutto. La battuta è diventata virale, ma è vero che assomigliava a un tranviere". 
 
Poi ha parlato anche del papà: "Era una persona fondamentale per me, ma per tutti. Era sempre disponibile, era sempre presente. Lo ringrazio per avermi cresciuto in questo modo".
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