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(02/01/2026) A.S. Roma

Gasperini in conferenza stampa: Hermoso recuperato, dobbiamo vedere per Wesley. Mercato? Bisogna inserire giocatori forti

Domani sera alle 20:45 la Roma affronterà l'Atalanta alla New Balance Arena, nel match valido per la 18esima giornata di Serie A. Oggi Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le parole del tecnico giallorosso, riportate dal sito ufficiale del club.

Un po’ di influenza in giro, com’è la situazione dei giocatori nello spogliatoio e in ottica convocazioni? E poi, cosa prova a tornare a Bergamo dopo 9 stagioni vissute lì?
"A livello di influenza, Pellegrini e Bailey ce l’hanno, anche se erano infortunati. Pisilli dovrebbe recuperare, speriamo. Hermoso recuperato, dobbiamo vedere Wesley che ha qualche acciacco. Una vigilia un po’ movimentata, dove dovremo fare delle scelte, ma sono sicuro che in prossimità della gara cercheremo di recuperare tutti per giocare una gara così. Sarà una motivazione molto forte. Quanto al ritorno a Bergamo, ci torno con grande piacere, sono stato 9 anni lì. È una bella storia quella dell’Atalanta, ci sarà tempo per raccontarla. Il minimo comun denominatore era il presidente Antonio Percassi, con cui tutto è iniziato. Siamo andati tanti avanti insieme, con squadre diverse. Siamo sempre cresciuti. C’è sempre stata grande stima, grande sintonia. L’unico motivo, tra le tante cose che si dicono, è che ad un certo punto la proprietà è cambiata e giustamente la figura dell’allenatore era diversa, giudicata diversamente. Gli obiettivi sono stati raggiunti, l’Europa League vinta non so se è stato il punto massimo di una società molto ricca, che aveva fatto plusvalenze incredibili, la vera anomalia dell’Atalanta è stata aver raggiunto risultati e aver prodotto bilanci utili. Questa è stata la cosa straordinaria dell’Atalanta in questi anni, crescere continuamente e credo che abbia dato anche fastidio. La capacità di crescere di questo imprenditore, una piccola città molto compatta tra società, squadra e tifosi. Io ho cercato di lasciare nel punto più alto possibile, in Champions, terza in classifica, una rosa molto forte, una società ricca che ha potuto vendere Retegui, Ruggeri, Piccoli senza toccare un patrimonio di giocatori che va da Carnesecchi, Scalvini, Ederson, Lookman e altri, tutti di grande spessore umano che rivedrò con grande piacere come anche Djimsiti, De Roon, Pasalic. Ho lasciato comunque un grande valore, ma sono contento di essere a Roma. Sono venuto nella situazione più difficile, forse. Apparentemente all’inizio non per me. Quello che stiamo cercando di fare insieme alla squadra, insieme all’ambiente insieme alla società, è un qualcosa che potrebbe essere veramente importante, veramente gratificante e in questo ci credo molto".
 
Quali sono le insidie maggiori di quest’Atalanta? E poi, Roma e Atalanta sono forse le due squadre italiane più penalizzate dalla Coppa d’Africa con le partenze di Ndicka e El Aynaoui da una parte e Lookman e Kossounou dall’altra.
"Sono quattro giocatori fortissimi, che tolgono sicuramente all’incontro. Probabilmente, anzi sicuramente, sarebbero stati tutti in campo. Almeno in questo siamo pari. Per il resto, andiamo ad affrontare una squadra forte, da Champions, che in Europa ha fatto bene, mentre in campionato ha zoppicato un po’, ma resta una squadra forte, costruita e notevolmente rinforzata con diversi giocatori. Una rosa completa, una squadra di cui conosco il valore tecnico e anche morale, ma io sono molto fiducioso nella nostra squadra perché quello che stiamo facendo, anche in situazioni magari a volte di emergenza o difficoltà, è un qualcosa che nessuno si aspettava o pochi si aspettavano, quindi noi guardiamo avanti, la nostra strada, i nostri obiettivi, le nostre partite, con la fiducia che ci siamo guadagnati sul campo in queste settimane".
 
Di quanti giocatori ha bisogno questa squadra per essere rinforzata sul mercato? E poi, dalla Spagna dicono che è praticamente fatta per Raspadori, vuole commentare?
"Dovete chiedere in Spagna... Per il resto, questa è una squadra con una base, che sta facendo delle cose che ci piacciono, competitive, l’obiettivo della Roma – per quanto mi riguarda – è di diventare forte, sempre più forte. Bisogna mettere giocatori forti, non tanto per mettere. Giocatori che possano dare continuità, dare un valore aggiunto alla squadra, altrimenti abbiamo fatto cinque mesi così e potremmo fare anche gli altri. L’obiettivo deve essere quello. Questo è un mercato strano, diverso da tutti gli altri anni, dove le big si stanno scatenando sul mercato di gennaio, cosa che non era successa negli anni precedenti. Perché la concorrenza è vicina, giochi per lo scudetto, per la Champions, per l’Europa. Quindi bisogna accettare la sfida, la battaglia, stare attenti, sempre pronti, fare le cose per migliorarci in questo percorso".
 
Gasperini è cambiato rispetto a quello di Bergamo?
"Non credo, spero di no... Spero di essere sempre me stesso, nel bene e nel male. Mi porto dietro quelle che sono le mie caratteristiche. La cosa per me importante è stata far presa su questo spogliatoio e aver tolto un po’ di quello scetticismo che c’era sul sottoscritto all’inizio. Per me non è stato facile cambiare totalmente vita, lasciare quello a cui ero abituato, professionalmente sono in una situazione che mi stimola forte, che mi dà credibilità di fare un bel lavoro. Stessa motivazione che avevo anche a Bergamo. Quando abbiamo vinto l’Europa League ero convinto di poter lottare ancora più in alto, questa è una convinzione molto forte, avevamo le possibilità economiche per poterlo fare. Questo è stato il vero motivo per cui sono venuti a ricercare queste cose anche a Roma".
 
Come ha visto Dybala in questi giorni dopo la prestazione con il Genoa?
"Dybala mi piace quando fa gol e quando fa fare gol. Deve andare avanti, dentro l’area, sapersi inserire, e nei momenti di difficoltà saper anche aiutare la squadra. Con la sua tecnica, la sua conoscenza calcistica può darci una mano nelle situazioni in cui l’avversario è nella nostra area. Ma Dybala è quello che fa gol, che fa assist, tira punizioni, rigori, palle inattive, quello lì".
 
Quanto incideranno le tempistiche sul mercato? E avranno un peso le stesse tempistiche nelle scelte che farete?
"È chiaro che tutti noi vorremmo avere giocatori pronti il prima possibile. In genere chi arriva a gennaio sono sempre giocatori che erano stati fermi o che avevano giocato poco in precedenza, questo è in preventivo. Non penso mai che chi arriva dia nell’immediato un valore aggiunto. Ragiono sempre sulla prospettiva di una squadra, sul miglioramento che si potrà avere, poi quanto tempo ci vorrà lo vedremo quando eventualmente saranno qui. Non è prendere per prendere giocatori, una rosa di giocatori esiste e ha fatto molto bene come detto. Dunque, non bisogna pensare che arriva un giocatore e cambia tutto, chiunque arriverà ci vorrà sempre un po’ di tempo. L’intenzione è quella di fare una Roma più forte".
 
Dopo che ha visto il saluto di De Rossi al termine di Roma-Genoa, che accoglienza si aspetta domani dai tifosi dell’Atalanta dopo tanti anni insieme a loro?
"Quella di De Rossi è stata molto bella, spero di non ripeterla a fine partita... Ma è stata bella, meritata, De Rossi è stato qualcosa di fantastico qui a Roma. Per quanto mi riguarda, conoscendoci con i bergamaschi, sarà bello salutarci, ma poi dopo ognuno per sé, senza prigionieri... (ride, ndr)".
 
Si aspetta che la Roma investa abbastanza in questo mercato di gennaio? E poi, c’è un giocatore dell’Atalanta di questi nove anni che riporterebbe a Roma?
"Troppi... Sono veramente tanti che farei dei torti agli altri. Dovrei fare un elenco lunghissimo. Sappiamo la realtà finanziaria del nostro club, di questa estate, speriamo di poter migliorare nel tempo. Non è solo una questione di soldi, ovviamente quelli aiutano, accorciano le strade, ma come ha fatto anche l’Atalanta è importante saper scegliere. Chiaro che ti scontri con delle squadre, delle società che hanno disponibilità molto alte, ma la Roma deve essere ambiziosa lo stesso. La Roma deve guardare se stessa, senza fare confronti. Bisogna migliorare pezzo per pezzo la nostra squadra, più che tracciare degli obiettivi. Credo che questa sia la strada migliore".
 
Con l’assenza di Ndicka stiamo vedendo più volte Ziolkowski in campo. Quanto è migliorato rispetto ad inizio stagione? E a gennaio serve prendere anche un difensore?
"Portando Celik sugli esterni siamo in 5 difensori, con Ndicka in Coppa d’Africa, con Mancini e Hermoso diffidati, e in una squadra che farà Coppa Italia a lungo, Europa League a lungo, campionato sicuramente. Io non sono mai per le rose lunghe, sto guardando anche al settore giovanile, ma in questo momento un po’ tutti i settori giovanili sono meno prolifici rispetto al passato, ma un minimo di rosa di 20 giocatori più i portieri bisogna averlo. A volte bisogna operare più sui giocatori che giocano meno, Ziolkowski per esempio, dargli il tempo di diventare affidabili come Mancini o Ndicka, l’obiettivo è quello. Quindi i numeri dicono questo, la rosa non deve essere enorme ma completa".
 
(asroma.com)
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