L'esperienza alla Roma
"Non dimenticherò mai il giorno in cui me ne sono andato. È stato strano. Vuoi andartene, ma dall’altro lato speri che non accada. Avevo bisogno di andarmene perché non avevo una vita. Lavoravo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Volevo costruire una carriera internazionale e lavorare in diversi paesi".
Il bilancio dell'esperienza in giallorosso
"Penso che avessimo una squadra capace di fare di più in Serie A, ma in Europa abbiamo fatto molto bene. Con Paulo Fonseca abbiamo raggiunto le semifinali di Europa League il primo anno, con Mourinho abbiamo vinto la Conference League il secondo, e il terzo anno abbiamo perso la finale di Europa League contro il Siviglia".
Su Mourinho
"Roma è una città molto passionale, ma è difficile unire tutti attorno a un obiettivo comune, e Mourinho ci è riuscito".
Ora lo Special One è al Benfica
"Non mi ha sorpreso perché lo conosco e sapevo che voleva tornare ad allenare il Benfica. Mi sembra una situazione naturale: il club più grande per il più grande allenatore".