La Roma ha pareggiato 1-1 contro il Panathinaikos all'Olympic Athletic Center "Spyros Louis" di Atene, nell'ultimo match della fase campionato di Europa League. Con questo risultato la squara giallorossa ha chiuso all'ottavo posto, centrando la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Dopo la partita Gian Piero Gasperini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le parole del tecnico giallorosso.
In certe serate si misura il carattere di un gruppo, la forza mentale nel gestire le variabili negative: stasera le risposte sono arrivate
"Devo dire che le risposte non sono mai mancate. Si possono dire tante cose ma il gruppo è stato sempre straordinario sotto questo aspetto, chiunque giochi. Ci vuole anche l'episodio: lo svantaggio in quel modo, con un retropassaggio all'indietro, non era la situazione migliore... La situazione migliore per cercare di pareggiare poteva essere proprio una palla in mezzo, come poi è stato, anche se Ziolkowski, che già in precedenza era andato vicino al gol, in quel caso è stato bravissimo. Ha fatto veramente un bel gol".
In Italia si parla spesso di come lanciare i giovani. Oggi ne abbiamo visto tanti: come si fa un mix tra giovani ed esperti? E' un lavoraccio?
"Io lo faccio da una vita, quindi direi di no. Ho sempre avuto la fortuna di avere un nucleo responsabile, sia a Bergamo sia qui a Roma, davvero straordinario. Gli esperti danno sempre grande fiducia ai ragazzi, hanno sempre una parola di sostegno e trasmettono il loro DNA. Sono veramente una bella lezione per questi ragazzi, una vera iniezione di fiducia e professionalità”.
La Roma è tra le favorite dell'Europa League?
“Non lo so se siamo tra le favorite. Dirò di più: giocare i playoff non sarebbe stato un dispiacere così grande, perché siamo cresciuti attraverso le partite e tutti i giocatori hanno guadagnato fiducia e una componente molto forte di motivazioni. Non sarebbe stato un problema, a volte sento cose esagerate: giocare due partite in più non sarebbe stata una sconfitta, anzi avremmo potuto allargare la rosa. Il problema sono gli infortuni, quando giochi tante partite te ne capitano di più e questo è l'unico aspetto negativo. Anche oggi nei primi 10 minuti ho visto una squadra tenere il campo e giocare con grande slancio. Fosse per me giocherei molto di più e mi allenerei molto meno”.
L’ultima frase che ha detto le verrà rinfacciata…
“Anche i giocatori preferiscono giocare che allenarsi (ride, ndr)”.
Con lei o in generale?
“Sono diventato buonissimo (ride, ndr). Non alleno più, giochiamo ogni tre giorni. Molto spesso gli allenamenti sono le partite e lo dico seriamente. Sono il modo migliore per crescere. C’è il rovescio della medaglia degli infortuni, dato che senza una rosa adeguata fai fatica”.
Sta aumentando l’autostima: avevate avuto difficoltà a recuperare i risultati e oggi l'avete ripresa in inferiorità numerica...
“Avevamo già rimontato in Coppa Italia due volte. E' già da un periodo in cui non realizziamo tantissimo ma i nostri due gol di media li facciamo. Siamo diventati più continui e creiamo anche molto di più. Chiaramente stasera era difficile perché in inferiorità numerica ormai le squadre sfruttano l'inferiorità numerica, ti portano fuori il difensore, ti costringono a scalare molto, a correre tanto con gli attaccanti, hanno sempre la giocata libera, i centrocampisti riescono a far giocare bene gli attaccanti e diventa tutto più difficile”.