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(14/04/2026) A.S. Roma

Francesco Totti: Sia Gasperini sia Ranieri devono avere rispetto verso i tifosi della Roma e la società Roma

Il Capitano Francesco Totti è tornato a parlare pubblicamente durante un evento marketing su eBay Live insieme a Pierluigi Pardo, tra ricordi, aneddoti e qualche battuta.

Non possiamo che partire dal tema più caldo per chi ha a cuore le vicende legate alla squadra della Capitale e alle tensioni non più nascoste tra Claudio Ranieri e Gasperini: “Non vorrei entrare in questa dinamica, da tifoso della Roma l'obiettivo comune e principale è rimanere uniti anche se ci sono screzi interni. Sia Gasperini sia Ranieri devono avere rispetto verso i tifosi della Roma e la società Roma. Champions? Siamo lì, a tre punti dalla Juve... spero uniscano tutte le forze a disposizione, poi a fine campionato si tireranno le somme. L'unico obiettivo è la Roma e noi romanisti ci auguriamo che si possa andare nella stessa direzione. I problemi sono ovunque, ma esporre questi problemi in questo momento... non mi sembra il momento giusto”. 

Subito protagonista di un siparietto legato alla vendita di una sua card autografata al prezzo simbolico di un centesimo, Totti ha esordito con ironia: “Il che non so se sia un bene o un male...”. Poi, alla domanda di Pardo sulla sua passione da collezionista, ha risposto: “Sì, delle Figurine Panini. Mi sembra che il mio primo album sia stato quello dell'89/90”.

Nel corso dell’evento non sono mancati i tributi ai grandi campioni. Di fronte alla card di Ronaldo, il Fenomeno, Totti ha dichiarato: “Questo non è un giocatore, ma un marziano. Dopo Maradona è stato il giocatore più forte in circolazione. E Pelé ovviamente, ma ai tempi di Maradona io cominciavo a subentrare. E ho convissuto quasi tutta la carriera con Ronaldo, purtroppo sempre da avversario. Ho visto poco tempo fa il 5-4 all'Olimpico... mamma mia. Era un piacere vederlo, faceva tutto quello che ogni tifoso vorrebbe vedere e aveva tutto ciò che un giocatore potesse avere. Faceva cose come nessuno, e neanche si è espresso per tantissimi anni”.

Parole importanti anche per Gianluigi Buffon: “Un'altra icona, un altro supereroe. Per me è stato uno dei più forti al mondo in circolazione, di sempre, e ci sono stati anni in cui era il più forte di tutti. Quando fece l'esordio a Parma a 16 anni, contro il Milan, sembrava un polipo. Di portieri non capisco, ma chi ci capisce mi dice che un portiere che va ad affrontare l'avversario di faccia non ha paura di niente”.

Nel ricordare il suo passato, Totti ha anche svelato un retroscena sul possibile trasferimento al Real Madrid: “Mi volevano, sì, nel 2004. C'è stato un avvicinamento abbastanza reale, anche lì ne sono passati di giocatori. Poi l'amore per la tifoseria, per la società, per i Sensi che mi avevano trattato sempre con i guanti bianchi e il profondo rispetto reciproco... per loro ero come un figlio, non era il rapporto giocatore-Presidente. Se è stata la scelta più difficile della mia carriera? Sì, come carriera avrei forse vinto di più ma quello che ho vinto a Roma con l'amore della gente è stato magico”.

Spazio anche a un commento su Fernando Gago: “Amico nostro. Anche lui era bravo, tecnicamente forte”.

Sulla rivalità con la lazio, ha aggiunto: “La rivalità c'è sempre, ma c'è anche rispetto. Ai tempi nostri era molto più bello, c'erano più prese in giro e più sfotto. Era più sentito”.

Un passaggio anche sul momento del calcio italiano e sul trionfo del 2006: “Non siamo al terzo Mondiale consecutivo, trovare le parole in questi momenti è difficile. Nel 2006 eravamo forti ma non favoriti, non si sapeva come poi si sarebbe evoluto il sistema calcio Italia. C'erano Brasile, Argentina, Germania, Francia... sapevamo di essere un gruppo forte e coeso e avevamo uno degli allenatori più forte in circolazione. Mi ha aspettato ed è venuto in clinica il giorno dopo l'operazione, a Villa Stuart, dicendo che sarei dovuto andare al Mondiale anche con una gamba. Mi ha dato una convinzione incredibile. Ho sempre avuto un grande rapporto con Lippi, quello che ha fatto per me ho cercato di contraccambiarlo sul campo anche se non ero al 100%. Ho lavorato il triplo, lui e la squadra mi volevano lì”.

Infine, spazio anche all’ironia e alla nostalgia: “Diamolo adesso lo scoop, a 50 anni rientro. E' il centenario della Roma, i miei 50 anni... vinciamo lo Scudetto!”. E ancora, sull’evento di Operazione Nostalgia: “I piedi non invecchiano, il problema è il resto”.

Chiusura con un omaggio a Diego Armando Maradona: “Era il calcio, ma soprattutto era una giocatore fuori dall'ordinario”.

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