José Mourinho ha rilasciato un'intervista a Sport Week, settimanale di approfondimento de La Gazzetta dello Sport. L'ex allenatore della Roma, oggi sulla panchina del Benfica, ha parlato della sua carriera e anche dell'esperienza con la squadra giallorosso. Ecco le sue parole.
Da dove partirebbe, se dovesse raccontare la sua storia di uomo e di allenatore?
"Se dovessi raccontarmi come uomo, partirei da un episodio che ovviamente non ricordo, e adesso spiegherò il perché, ma che deve evidentemente aver in qualche modo segnato la mia vita, indirizzandola verso il percorso che ho poi seguito. Io sono nato in casa, e quel giorno mio padre, calciatore, aveva una partita. Insomma, al momento del parto lui è rientrato insieme a tutti i compagni di squadra, mi ha visto e poi è andato a giocare. Chissà, sarà per questo che ho deciso di diventare allenatore".
Già, perché ha scelto di allenare?
"Ero il vice di Van Gaal al Barcellona. Quando il mio capo (testuale) decise di lasciare il club per andare a dirigere la nazionale olandese, io dovevo decidere se cercare un altro capo oppure rischiare, fra virgolette, di prendere in mano una squadra in prima persona. Ho deciso che quello era il momento di rischiare".
La decisione più difficile che ha preso da allenatore.
"Lasciare l'Inter".
Oggi la rifarebbe?
"Sì, perché con l'Inter avevo appena vinto la Champions, dopo già scudetto e Coppa Italia nella stessa stagione, ed era stata veramente dura, e perché poi sono andato al Real Madrid".
Zaniolo la definisce un maestro, capace di prevedere quello che succederà in partita, azzeccandoci quasi sempre.
(ride) "Quasi. Comunque una cosa che avevo previsto e che si è verificata, è stata proprio che Zaniolo segnasse il gol decisivo nella finale di Conference League tra la mia Roma e il Feyenoord".
Nella sua carriera si è scagliato più volte contro gli arbitri, soprattutto quando era in Italia. Ora il nostro calcio fa i conti con l'ennesimo scandalo, che riguarda proprio gli arbitri.
"Il calcio è uguale dappertutto. Voi, rispetto ad altri, avete la capacità di fare pulizia ogni tanto".
Tra le tante città in cui ha allenato o che ha visitato, in quale le piacerebbe trascorrere il resto della sua vita?
"La cosa più importante è stare dove sono le persone che amo, può essere pure il deserto del Sahara. Ma per me la città più bella al mondo è Roma".