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(28/05/2026) A.S. Roma

Pellegrini: La Champions è stata una liberazione. Banda del sesto posto? Il nome mi fa pure ridere, non abbiamo mai cacciato allenatori

Lorenzo Pellegrini e sua moglie Veronica Martinelli si sono raccontati in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport

Per la fascia di capitano, Gian Piero Gasperini ha una gerarchia basata sulle presenze e quest'anno si sono alternati Stephan El Shaarawy, Bryan Cristante, Gianluca Mancini e lo stesso Pellegrini"È vero. Però adesso possiamo definirci quelli della banda del terzo, un po’ meglio no?".

Cosa è cambiato rispetto agli anni scorsi?
Lorenzo: "Intanto ce l'abbiamo fatta. La volontà c'è sempre stata, poi con Ranieri l'abbiamo sfiorata per un punto mentre nelle stagioni precedenti il distacco era un po' più ampio, ma mai enorme. E, come negli anni di Tirana e Budapest, a un certo punto avevamo la corsa europea. Gasperini ci ha sempre creduto, ci ha trasmesso la sua grinta, e l'arrivo di Malen ci ha aiutato tanto. Ha davvero una qualità incredibile, è uno che fa la differenza. La felicita è immensa, per noi e per i tifosi, era frustrante dare tutto e non riuscire ad arrivare. E' stata una liberazione. Siamo contenti anche per la proprietà che ha sempre investito tantissimo".
 
Che stagione è stata?
"Un momento che ha cambiato tutto per me: il gol al derby. Lo metto tra i più belli con la maglia della Roma, forse uno dei primi due".
 
Perché?
"Io al destino ci credo, se ti impegni le cose belle tornano indietro. Da quando mi sono operato, credetemi, non c'è stato giorno in cui io non mi sia allenato, a volte anche tre volte al giorno. E che succede? Succede che gioco la mia prima partita dopo quattro mesi e mezzo di infortunio, al derby, titolare, perché il mister mi da questa opportunità e faccio gol. Ero emozionato, felice, appagato. Ho pianto. Non ho preparato quella partita in una settimana, ma in rutti i mesi precedenti. E non perché era il derby, per quanto è sempre bello segnare contro di loro, ma per tutto quello che c'era dietro".
 
L'altro immaginiamo sia Tirana.
"Alzare un trofeo da capitano della Roma è un sogno".
 
E per lei, Veronica?
"Io sono molto contenta perché vedo e ho sempre visto tutto l'amore e i sacrifici che ci sono dietro questi traguardi".
 
Budapest, Taylor, il momento peggiore.
Veronica: "Mamma mia, ancora adesso se ci ripenso fa malissimo. Lui non ha parlato per 10 giorni".
Lorenzo: "Con te ho ripreso, con gli altri anche di più. Ancora adesso se su Instagram mi compare qualche video di quella sera chiudo subito".
 
Mai rivista quella partita?
Lorenzo: "Impossibile. E mai la vedrò".
 
Ha citato Instagram: c'è stata tanta ferocia nei vostri confronti.
Veronica: "Noi siamo questi, mostriamo in piccole dosi la nostra quotidianità, ma perché fingere di essere diversi? Per far contenti chi? Ci sono state delle cattiverie che mi hanno ferito molto, non posso negarlo. Ma ero anche più giovane, meno esperta. Ho imparato a lasciarmi scivolare tutto: l'offesa qualifica chi la , fa, non chi la riceve".
Lorenzo: "Sono timido? Parlo poco? Chiuso? E pazienza. Io sono così. Ma perché devo far finta? lo dimostro quello che sono con la mia famiglia, con i miei figli e nel mio lavoro. L'amore per la Roma lo mostro in campo, a Trigoria, non certo con un post in più o in meno. Mi pesa a volte essere giudicato male? Sì. Ma sarebbe più pesante fingere di essere chi non sono".
 
Quando nacque Thomas si scatenò una bufera social perché lei non andò a Genova per giocare contro la Samp per restare accanto a Veronica. Ci furono talmente tante polemiche che fu costretta ad intervenire la società.
Lorenzo: "Ma vi pare una cosa normale? Faccio chiarezza. Io avevo un volo privato a Ciampino pronto dalla mattina, mio figlio è nato dopo le 19, la partita era alle 20.45. Il travaglio è stato lungo, il parto diciamo intenso e non aggiungo altro. Come avrei potuto lasciare mia moglie da sola? Lo rifarei ancora oggi".
 
Anche perché lei per giocare un derby non di altissima classifica, sempre nel 2021, ebbe poi una ricaduta e saltò l'Europeo vinto dall'Italia.
Lorenzo: "Però qui devo correggere una cosa: per me le partite della Roma sono tutte importanti, non esiste alta o bassa classifica. Doveva andare così, non ho rimpianti".
 
Camilla ha quasi sette anni, Veronica ha seguito Lorenzo al Sassuolo che ne aveva 19, una bimba.
Veronica: "Mio padre mi mise in guardia: sappi che potrebbe anche andare male. Per il resto, se siete convinti e sicuri andate. E noi lo eravamo. La convivenza è stata fondamentale, quei due anni li, da soli, senza figli, sono stati la base per la famiglia che abbiamo costruito oggi".

Se Camilla tra 12 anni andasse via per seguire il fidanzato calciatore papà Lorenzo che direbbe?
Lorenzo: "No, ma 'ndo vai. Stai a casa...".
Veronica: "Interverrei io però...".
Lorenzo: "Sto scherzando, spero che trovi un uomo che la ami e la rispetti, solo questo. E io la appoggerò in tutte le sue scelte, così come con gli altri due".

Thomas, cinque anni, ama il calcio?
Veronica: "Da qualche mese sì, impazzisce ogni volta che lo vado a prendere all'asilo mi chiede se il pomeriggio ha gli allenamenti".
Lorenzo: "lo quando posso lo accompagno. Mi chiedono foto? Non è un problema. Ormai mi conoscono, nessuno ci fa più caso. Ma anche fosse non rinuncerei mai a stare con i miei figli per una foto o un video. È un po' il discorso di prima. La vita reale è questa (indica il figlio Nicolò che ha appena terminato il riposino, ndr) non Instagram".
 
A 16 anni avete temuto che un'aritmia fermasse la carriera di Lorenzo.
"Mi avevano tolto l'idoneità per sei o otto mesi. Ma io avevo capito che stavo guarendo e obbligai i miei a fare una visita per l'idoneità sportiva prima di quella della Roma. Avevo ragione, tornai in campo, Veronica sempre accanto a me. Non vedevo l'ora di rientrare. Perfctto. Prima partita, mi rompo il dito del piede".
Veronica: "Periodo duro per due ragazzini, ma non abbiamo mai perso la fiducia".
 
Torniamo alla famosa banda del sesto posto.
"Ammetto una cosa: il nome mi fa pure ridere. Ma in realtà siamo un gruppo che ha sempre dato tutto. Abbiamo vinto un trofeo, fatto una finale, due semifinali e ora siamo tornati in Champions. Abbiamo disputato ottime partite, altre invece molto brutte, come tutti. Ma non abbiamo cacciato allenatori o deciso tutto dentro Trigoria. Mai".
 
Cosa è Roma per voi?
"Casa, naturale".
Che estate vi aspetta?
Veronica: "Di riposo. Ma tanto lui più di tanto fermo non sa stare...".
Lorenzo: "Purtroppo".
 
Si riferisce al Mondiale?
"Si. Non so se sarei stato convocato, Gattuso è stato onesto con me quando abbiamo parlato, ho capito perché poi ai playoff non mi ha portato, ha puntato sul gruppo che era arrivato fin li. Io avrei continuato con lui anche dopo l'eliminazione con la Bosnia".
 
La Serie A è davvero così scarsa?
"Non credo, quest'anno siamo andati tutti male nelle coppe ma pochi anni fa abbiamo portato tre italiane in finale in tutte le competizioni, l'Inter l'ha fatta lo scorso anno. Il divario c'è con la Premier? Sì, ma per il resto penso che il nostro sia un campionato competitivo".
 
Un anno fa lei si era appena operato al tendine, poi dopo le vacanze anche al naso e saltò i primi giorni con Gasperini. Molti tifosi la criticarono perché era andato alle Maldive: chiariamo?
Lorenzo: "Certamente. Magari mi fossi potuto operare a poca distanza. Invece i medici mi dissero che doveva passare del tempo tra un intervento e l'altro. Per quello andai in vacanza".
Veronica: "Dove si allenava due volte al giorno con un preparatore, tra l'altro. A lui non piace sbandierare queste cose, ma credo sia giusto dirlo".
Lorenzo: "La verità è quella che si vive, non quella che viene raccontata".
 
Tra dodici mesi sarete felici se...
"Ci basta stare bene con le persone della nostra vita".
 
Suo padre è ancora nel calcio? Fa sempre l'osservatore?
Lorenzo: "Sì, del giardino de casa sua...".
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