Greenwood è una pista abbandonata?
"A parte alcune squadre, per ora è stato un mercato un po' di paralisi, dovuto al Mondiale, ai tanti giocatori impegnati negli Stati Uniti, anche i loro agenti. Le società stesse ancora non hanno carburato. Da questa settimana inizierà il vero mercato per tutte le squadre. Tutte le squadre mi sembrano molto agguerrite per rinforzarsi".
Mondiali e le partite in quattro tempi, con le pause per l'hydration break. Cosa ne pensa?
"Credo che ci siano due tipi di calcio: quello giocato ad agosto e quello giocato in condizioni climatiche normali. Giocare a calcio a certe temperature e orari non è lo stesso tipo di sport. Credo sia un Mondiale molto bello come organizzazione, con gli stadi tutti pieni, un grande successo negli Stati Uniti. Ma dal punto di vista estetico delle partite, giocare in queste condizioni non è il massimo. Credo che queste pause siano dovute solo a questi fattori".
Roma da Scudetto? Chi è la favorita?
"A luglio tante squadre vogliono rinforzarsi, poi dopo bisogna vedere cosa succede con il mercato. L'Inter è la favorita di sempre, poi ci sono almeno 5-6 squadre che vogliono far bene. Milan e Juve sono rimaste fuori dalla Champions e cercheranno di migliorarsi, ne hanno le potenzialità. La Roma deve continuare il suo percorso: non deve pensare a dei risultati, deve cercare di stabilizzarsi in alto, di stare dentro la Champions, che garantisce poi la possibilità di rinforzarsi anche dal punto di vista economico. Se riesce a stare in quelle posizioni per più anni, allora può ambire a migliorarsi ancora di più e puntare anche allo Scudetto".
Vedremo qualche italiano in più in questa stagione nel nostro campionato?
"Discorso che vale per tutti, non solo per la Roma. Nella composizione delle liste Uefa e Serie A ci sono dei paletti, come il 4+4 (4 giocatori cresciuti nel vivaio + 4 di formazione italiana). Difficilmente, compresa la Roma, riusciamo a riempire queste due caselle. È un fatto culturale. Soprattutto nel proprio settore giovanile, quei quattro giocatori cresciuti nel vivaio non ci sono quasi mai in nessuna squadra. Questo, invece, deve diventare fondamentale. Anche se le proprietà sono perlopiù straniere, deve essere un punto focale sul quale dover battere per cercare anche di trarre vantaggi dalla Nazionale".
Paolo Maldini dt e presidente Club Italia. È ottimista sulla rinascita della Nazionale e del calcio italiano?
"La rinascita ci sarà ma non per una o due figure e per chi diventerà il ct. Deve essere un sistema, che evidentemente ora non funziona, non riesce a trasmettere giocatori di livello. Al di là delle persone valide, bisognerà fare una riforma molto più importante. I ragazzini giocano con grande percentuale fin dalle scuole calcio. Se non vengono fuori giocatori, il problema è degli adulti, non dei bambini. Credo che il nostro calcio rispecchi una qualità superiore a quella che abbiamo ottenuto in questi ultimi anni con la Nazionale. Non sarà facile, però penso che una Nazionale competitiva riusciremo a metterla in campo. Ma è il sistema che va rivisto, in particolare i settori giovanili".
Il Mondiale di Malen?
"Questi ragazzi giocano dodici mesi l'anno, non tutti sono arrivati al Mondiale nelle condizioni migliori. Non è facile giocare ad altissimi livelli con la stessa continuità, dopo una stagione difficile e faticosa. Il rendimento di Malen ha rispecchiato l'andamento dell'Olanda. Poi c'è stato sempre questo dubbio sul ruolo e dove utilizzarlo. Effettivamente può giocare un po' più defilato. Ma per me mai: più è vicino alla porta, più riesce a essere efficace".
Il Mondiale di Manu Koné?
"Kone ha giocato un gran girone d'andata. Poi, a differenza di Malen, nel girone di ritorno è stato un po' fermo per infortunio, magari è arrivato al Mondiale in condizioni migliori. Sta facendo un grandissimo Mondiale. L'anno scorso non giocava nella nazionale francese, ha saputo conquistarsi la maglia da titolare. Dimostra quello che ha fatto e le sue potenzialità".
Koné rimarrà alla Roma?
"Queste condizioni del Fair Play finanziario non sono mai così precise e definite, variano da squadra a squadra. È innegabile che la Roma sapeva di avere la necessità di dover ripianare dei bilanci che negli anni scorsi sono stati pesanti. Mi auguravo e mi auguro che l'ingresso in Champions sia sufficiente, ma i bilanci sono fondamentali per le società e devono essere rispettati. Credo ci sarà più chiarezza nelle prossime settimane".
Il suo allievo Juric va al Monza, dopo alcune esperienze negative. Ha qualche consiglio per lui?
"Nessun consiglio, Juric ha accumulato tante esperienze in questi anni. Posso solo augurargli molta più fortuna di quella avuta in queste ultime esperienze".
I Friedkin sono già arrivati a Trigoria?
"Penso che arriveranno nelle prossime ore. Sarà fondamentale la loro presenza. Il mercato è fatto di velocità, di decisioni prese in poco tempo, di risposte immediate. Come successo a gennaio, la loro presenza è determinante. Ci auguriamo di poter fare un buon mercato e di migliorare questa squadra e di dare delle risposte a un entusiasmo di una città che in pochissime ore ha fatto già tantissimi abbonamenti. Un entusiasmo che la contraddistingue sempre ma che in questo momento è ancora maggiore".
Per il rinnovo di Dybala ci siamo?
"Finora siamo stati un po' ai blocchi di partenza. Un po' le vacanze, un po' la stagione che è finita bene. ce la siamo goduta un po' quest'estate. Da oggi in poi ci saranno delle accelerazioni importanti. Si inizia a lavorare, parte la stagione 2026-28. Quella dell'anno scorso dire che con oggi è definitivamente finita".
Quest'anno ci sarà una finestra più ampia per le Nazionali: cosa cambia nella preparazione?
"Questa è un'altra novità. Penso che il campionato e La Champions rappresentino la parte più bella e importante del calcio, sia come tipo di partite sia come valore delle squadre. C'è il tentativo di dare risalto alle Nazionali ma bisogna stare attenti a non sovrapporre ulteriormente le partite delle Nazionali con quelle dei campionati, si finisce per togliere valore sia a un Mondiale che rischia in futuro di allargarsi ancora di più e a campionato e Champions, che rimangono le manifestazioni più belle e meglio giocate nel calcio".
In vista del centenario, arriverà Totti? Ci sarà un ruolo per lui?
"Questa è una cosa che riguarda lui e la società. Il centenario lo stanno organizzando, sarà poi la società a dire quello che verrà fatto".
Come si possono ridurre le situazioni in Italia?
"Dobbiamo farlo, è la piaga del nostro calcio. Vanno coinvolti tutti, giocatori e allenatori, anche con immagini televisive. Il calcio è uno sport dove bisogna raggiungere il risultato, ma non attraverso questi mezzi".
Che idea si è fatto della protesta dei tifosi della Lazio?
"Non è bella come situazione. Da avversario acerrimo, la Lazio è una parte di storia del calcio italiano, con un entusiasmo importante alle spalle che va recuperato. Il campionato italiano ha bisogno di avere gli stadi sempre pieni. Quella alla Lazio è un'anomalia che spero venga superata il prima possibile".