La prima trasferta del campionato sarà vietata per i tifosi della Roma. Lunedì 31 agosto alle 20:45 la squadra giallorossa affronterà il Lecce al Via del Mare, nella seconda gara di campionato, ma non potrà contare sul supporto dei suoi sostenitori. Ieri, infatti, il Prefetto di Lecce ha disposto la chiusura del settore ospiti e il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella Regione Lazio.
Il provvedimento è stato adottato in seguito alle valutazioni effettuate dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive. Come comunicato dalla Prefettura di Lecce, sono stati evidenziati possibili rischi per l'ordine pubblico legati all'incontro. Alla base del provvedimento c'è il timore di possibili azioni violente e gravi turbative in occasione della partita.
Chiaramente questa decisione ha scatenato la rabbia dei tifosi. Questa mattina l'U.T.R (Unione tifosi Romanisti) e l'A.I.R.C. (Associazione italiana Roma Club) hanno pubblicato una lettera su questo provvedimento.
Eccone il contenuto: "Protestiamo vibratamente per l’ennesimo iniquo provvedimento discriminatorio nei confronti della Tifoseria Romanista con il quale, su indicazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, il Prefetto di Lecce ha disposto la chiusura del settore ospiti dello stadio di Via del Mare ed il divieto di vendita dei biglietti della partita Lecce-Roma in programma il 31 agosto 2026 ai residenti nel Lazio. Provvedimento nel quale vengono richiamati genericamente degli incidenti dei quali francamente non abbiamo memoria".
Nella lettera si evidenzia come lo scorso anno non sia accaduto nulla fra le due tifoserie: "Sottolineamo che nella scorsa stagione, come relazionato dal Questore di Roma, allo stadio Olimpico non si è verificato alcun incidente e che di tanto non risulta che si sia mai tenuto debitamente conto. Considerato che per i tempi tecnici ristretti non è possibile impugnare utilmente il provvedimento in questione al T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) competente, rivolge un accorato appello affinché il diritto di libera circolazione di tutti i cittadini sia da subito ripristinato".