Andrea Stramaccioni, opinionista di Dazn e Rai, è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
Una squadra che parte così forte ad agosto come ha fatto la Roma è tanta roba.
"È rarissimo. La Roma lo ha fatto per 90 minuti, tra l'altro nella stagione post Mondiale. La Roma si è presentata in una condizione tecnica, fisica e mentale rara da vedere il 24 agosto".
Dybala tanta roba: Gasperini lo ha definito "una bestia".
"Io ho giocato contro Gasperini quando lui era a Palermo e aveva un giovane Dybala. Ora Dybala è in condizioni come non si vedeva da tempo. Dopo la partita ho scherzato anche con alcuni giocatori della Roma, come con Bryan Cristante, che mi ha detto che hanno solamente corso, le preparazioni di Gasperini sono tanta roba. Quando un allenatore è al primo anno spende tanto tempo a per dare alla squadra il suo gioco, adesso la squadra il gioco lo conosce e quindi Gasperini ha potuto lavorare sui dettagli e su una condizione mentale e fisica importante. Perché poi quando arrivi primo sul pallone sembri anche più veloce. Io ho sottolineato nel primo tempo una cosa che mi colpiva: ogni volta che la Fiorentina provava ad uscire tu trovavi un giocatore in marcatura preventiva su Pellegrino davanti, o era Cristante o era Mancini e la Fiorentina non riusciva mai a uscire e quindi tu hai quella sensazione di continuità dell'attacco. E poi nel secondo tempo, come la Fiorentina si è alzata un pochino, la Roma in campo aperto ti fa male".
Vedo Inter e Napoli secondo me sullo stesso linea bene. Poi però subito dopo c'è la Roma. Quanto serve l'esterno offensivo sinistro per dire che si può fare qualcosa in più?
"Gasperini giustamente la Champions l'ha fatta con l'Atalanta e la verità è che nel calcio moderno servono due squadre, non bisogna girarci intorno, due pedine per ogni ruolo. Il Gasp lo dice sempre: il valore di cosa puoi vincere e dove vuoi arrivare te lo danno quelli in avanti. Lui sa bene che è arrivato a vincere in Europa e comunque a dare filo da torcere in Italia con l'Atalanta quando ha avuto una batteria di sei attaccanti, lui ne vuole due per posizione. In questo momento sicuramente lui nella sua testa sta ragionando sul fatto che vorrebbe uno più abile a partire da sinistra. Perché qua il problema è che quando è entrato Soulé si è riproposta un'altra volta la storia che Dybala deve migrare o comunque uno dei due deve andare in una zona che non ama, perché Dybala gioca dietro la punta o sul centrodestra ed è la stessa zona che ama Soulé. Quindi sicuramente oltre a Rodrigo Mora, che a me personalmente per essere la prima partita è piaciuto, sul sinistra lui vorrebbe un altro giocatore che abbia la forza o comunque la possibilità di impattare. Ma lo dice secondo me per la Champions. Quando nell'intervista gli ho detto "Mister, occhio a come rispondi che non ti comprano più nessuno", scherzando, lui ha parlato di qualche giocatore, perché vuole una rosa che abbia i ricambi perché sa che la stagione è lunga, ci stanno le nazionali, le squalifiche, gli infortuni".
Il gruppo è consolidato, Gasperini ha fatto un patto di fiducia con i veterani, ha creato una base di fiducia a cui servirebbe uno sforzo per completarla e dargli la possibilità di lottare per il vertice.
"È importante avere un blocco italiano importante, forte, collaudato nello spogliatoio, positivo, che è pronto a buttarsi nel fuoco per l'allenatore. Faccio un esempio su tutti: con questa Roma a trazione anteriore con tre uomini offensivi, Cristante è stato in posizione davanti alla difesa fermo, a proteggere, invece spesso l'anno scorso si doveva buttare in area perché Koné e in una forma Mondiale, io ancora devo chiedere a Deschamps perché lui lo ha fatto fuori in semifinale, una scelta incomprensibile. La Roma in questo momento non è solamente Dybala e Malen, ma la Roma adesso ha una struttura, un gioco, un'identità, si parla poco di Wesley che ha 22 anni. La Roma sta costruendo. Adesso nella Roma c'è una forte componente positiva, con Dybala, Castro, Molina, Soulé... Castro è entrato e Gasperini gli ha dovuto dire di rallentare. Non so se ricordate quando in amichevole hanno litigato con Soulé, con Dybala che è arrivato da dietro... queste sono cose che negli spogliatoi contano. Quindi sicuramente sono elementi positivi".
Su Lulli?
"È una bella storia la sua, perché lui è un ragazzo di Palestrina che era iscritto alla scuola calcio della Roma dell'Acqua Acetosa, poi per la distanza fu costretto a lasciarla, qualcuno ha detto che la Roma lo aveva scartato ma era una, cavolata, e andò al Tor Tre Teste. Poi e ritornato alla Roma. La cosa bella, che tra l'altro è anche uno dei suoi motivi di qualità, è che lui faceva la mezzala, il trequartista, ogni volta che prende palla fa questo doppio passo, poi è stato bravo l'allenatore dell'Under 16 di quel tempo Falsini che lo ha ricollocato da esterno alto o terzino. E poi Gasp se mette un giocatore in campo nongli frega niente dell'età, se lo mette è perché lui è convinto che possa tenere il campo".
Nel corso della partita, Gasperini non ha risparmiato rimproveri, al giovane Lulli come a Dybala.
"Lui è così. Quando hai un bel rapporto coi tuoi giocatori, nel momento in cui ti arrabbi loro lo sanno che è per il tuo bene. Lui ha avuto grosse discussioni con giocatori di qualità, come Lookman o Papu Gomez, perché è un martello, però questa per me è anche la forza di un grande allenatore, perché poi uno si potrebbe anche adagiare. Nell'intervista da noi lui ha detto che Dybala l'ha tolto ma poteva rimanere in campo".
Mora ti convince?
"Ha caratteristiche che la Roma non aveva, perché è destro, un giocatore che è più trequartista di Dybala, perché Dybala tende a essere una seconda punta, cioè va più negli ultimi 16-20 metri, Mora gioca più trequartista o a sinistra. Quello che mi ha colpito è che alla prima partita, un giocatore di qualità, alto un metro e 68, quindi un baricentro bassissimo, ha fatto un lavoro senza palla con Fagioli e lo ha cancellato. Lui ha un gran tiro da fuori e la sterzata, ma ha lavorato tantissimo nella Gasperini maniera, questa è la cosa più bella, un giocatore arriva, fa cinque allenamenti e marca a uomo Fagioli, e parliamo di un numero 10 di un metro e 68, quindi vuol dire che ha capito esattamente dove è arrivato e si è messo al servizio della squadra. Perché la Roma funziona così, devi pedalare, non puoi aspettare la palla".
Cosa possono spostare gli ultimi giorni di mercato?
"Se il Como prende Kean fa un salto di qualità importante. Comunque è una squadra che ha finito alla grande l'anno scorso, ha messo dentro giocatori importanti ma soprattutto ha anche trattenuto i migliori. Sarebbe un colpo importante per una squadra come il Como che è un'orchestra, anche perché è difficile trovare un centravanti forte. Infatti la Roma ha fatto un colpo incredibile e un pizzico fortunato prendendo Malen".
Dopo il Mondiale c'era un po' di preoccupazione per Malen, invece è ripartito con 3 gol. Perché è esploso solo ora con la Roma?
"Tre bei gol. Questo è il bello del calcio. Al Mondiale è stato anche sfortunato. Al servizio dell'Olanda, fra amichevoli post campionato e Mondiale non ha fatto mai gol, poi una volta che lo hanno cambiato e ha messo Brobbey al posto suo, con lui messo a destra, questo ha fatto 2 gol. Questo è il calcio, però lui secondo me nella Roma è proprio il terminale di un tipo di gioco. L'Olanda gioca un calcio lento, un calcio orizzontale, la Roma gioca un calcio verticalissimo, ogni volta che può va in verticale, c'era Dragusin, il centrale rumeno della Fiorentina che stava impazzendo, perché si allargava dalla parte sua, facendo questo movimento che a lui piace tantissimo, di aprirsi e poi rientra. Malen con il primo controllo è un incubo per il difensore. E di quei palloni nell'Olanda non ne riceve tanti, perché è un gioco diverso, palleggiato a centrocampo, lento. L'Olanda necessita più di un attaccante d'area che di un giocatore come lui".
Cosa può succedere negli ultimi giorni di mercato?
"Alcune squadre sono definite. Per esempio l'Inter, che mi ha impressionato molto nella prima giornata, è una squadra forte che si è completata con giocatori importanti e poi ha un giocatore che a me fa impazzire che è Pio Esposito, cresce a vista d'occhio. In una nazione come la nostra, questo a quell'età sta arrivando in un palcoscenico importante come l'Inter che ha attaccanti importanti come Lautaro e Thuram, ha caratteristiche uniche e spero che il CT Mancini riparta da lui. Ci sono squadre che cercano un centravanti. La Roma non credo che prenderà un giocatore negli 11 ma penso che il mister voglia completare la rosa".