Andrea Stramaccioni, opinionista di Dazn e Rai, è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
In questi giorni hai dichiarato che il Gap tra Roma e Inter si è ridotto. L'Inter quest'anno ha iniziato subito subendo diversi gol e mostrando una difesa un po' ballerina, pur facendone tanti. La Roma invece ne subisce pochi e ha aumentato i gol fatti. La riduzione del gap si ferma qui o c'è dell'altro?
"I numeri ci aiutano ma fino a un certo punto perché sono numeri di cinque partite. L'Inter è una squadra molto forte, rispetto all'anno scorso ha il doppio dei punti. L'anno scorso con l'Udinese perse in un momento di fragilità, quest'anno invece, al netto di 15 minuti di approccio sbagliato in cui ha preso due gol, poi quando si è messa a giocare è stato impressionante: ne ha fatti cinque ma potevano essere sei o sette. La cosa che colpisce è che hanno già mandato in gol 9 calciatori e ce ne sono cinque che ne hanno fatti almeno due. Questo dimostra che l'Inter ha una caratteristica unica in Italia ovvero che ti può fare gol in tantissimi modi, con attaccanti come Lautaro, Thuram e Pio Esposito, con le punizioni con Dimarco, con i tiri da fuori di Calhanoglu e Zielinski, c'è Barella in un grande momento. In Italia non c'è nessun'altra squadra che abbia queste caratteristiche, perché ognuna ha quei due o tre giocatori che fanno gol, nella Roma Malen Dybala e Soulé, ma le soluzioni che ha l'Inter non ce le ha nessuno. Quello che si è ridotto è un gap mentale, perché la Roma non ha preso quel giocatore stratosferico nei primi 11, però è al secondo anno di Gasperini. Questa è una cosa che molti non considerano. Recuperare la partita con l'Atalanta è stata la questione di forza mentale, in altre situazioni e in altre gestioni l'avresti persa. A Torino la Roma non ha vinto in maniera scintillante con un gol all'inizio e uno alla fine. Questa solidità e mentalità e l'aumentare di risorse, scherzando ho detto che la Roma ha trovato il quarto titolare per tre maglie in difesa con Balerdi, che può dare una mano... in questo vedo il gap ridotto. Di campionissimi nell'11 non ne ha aggiunti nemmeno l'Inter".
Ci spieghi il problema di Gasperini con il 3-5-2 dell'Inter?
"Contro il 3-5-2 Gasperini rovescia il vertice d'attacco, per cui invece di giocare 2-1 gioca 1-2, questo lo fa contro tutti i moduli che hanno un playmaker. Per cui mi sento di dire che sabato ci sarà un giocatore che si occuperà di Zielinski e gli altri due Malen con Bisseck e Dybala con Bastoni. Questa cosa di solito la fa o con un centrocampista o con un giocatore offensivo, per cui la potrebbe fare o con Soulé o Rodrigo Mora in una versione più offensiva oppure con Pisilli. Sui quinti, come si dice in gergo, si corre insieme, nel senso che in questa partita saranno abbinati, Wesley con Diouf e dall'altra parte Dimarco con chi sceglierà la Roma. La partita dove di solito Gasperini soffre è sul quadrilatero d'attacco dell'Inter: le due mezzali, Barella e penso Sucic, contro i due mediani, e poi i tre difensori contro gli attaccanti. Perché quel quadrilatero contro una squadra di qualità come l'Inter che ha giocatori di qualità, di gamba e personalità, nel momento in cui te li perdi ti fanno male, perché non riesci ad avere quegli aiuti che avresti con altri sistemi di gioco. Nella partita dell'anno scorso, Ndicka vagava marcando Bonny, a destra e a sinistra, poi è stato addirittura sostituito alla fine del primo tempo perché era in difficoltà, e l'inter fece gol proprio con Barella, che aveva tempo e spazio di servire Bonny che poi si presenta davanti a Svilar. Anche a San Siro, dove la Roma fece un buon primo tempo, il gol decisivo è stato quella sassata di Calhanoglu, che aveva libertà. Quello è il punto nevralgico dove Gasperini ha sempre sofferto, quel quadrilatero contro il suo 3-2. Gasperini ha affrontato il 3-5-2 dell'Inter con Conte, Inzaghi e Chivu e in 14 volte ha fatto 10 sconfitte e 4 pareggi. Non sono statistiche da Gasperini, che se l'è giocata col Manchester City, il Psg. È una dislocazione che tende a creare delle sofferenze".
Quali sono i problemi che può avere l'Inter contro la Roma?
"Secondo me il problema che può avere l'Inter è la costruzione dal basso della Roma, perché l'Inter non utilizza quasi mai tre giocatori per contrastare, usa i due attaccanti a schermo, davanti ai centrocampisti, per cui la Roma è molto forte quando allarga i tre centrali, con Hermoso e Mancini larghi e infila Koné e Cristante in mezzo ai due. Questo è un tipo di costruzione che a una squadra come il Como dà meno fastidio perché ti viene a prendere con quattro attaccanti, l'Inter che si abbassa un pochino con due potrebbe avere qualche problema su questa prima palla. E l'altra cosa è la creatività dei due giocatori alle spalle di Malen. Perché se Dybala inizia a girare per il campo, l'Inter ha una scelta sola che è quella di portare fuori un centrale, quello che lo fa è Bastoni, e se va molto fuori, l'Inter questa scollatura l'ha un po' sofferta a volte. Sicuramente l'aggressività della Roma è un tema, l'ambiente è un tema. Rispetto alle partite in cui ha subito diversi gol, secondo me l'Inter farà una partita diversa, perché in quelle partite era sbilanciata, mi immagino una partita più equilibrata, con un'Inter più bassa come linea difensiva".
Gasperini preparerà questa partita come una guerra calcistica per provare finalmente a portare a casa questa vittoria contro l'Inter. Con la squadra a mille dal punto di vista mentale, dovrà dare modo all'Inter di pensare di non poterla vincere.
"Lo penso anche io. Dopo la partita con il Torino, Gasperini ha detto che era curioso di giocarsela contro l'Inter punto queste parole fanno capire che non vede l'ora di giocarsela a viso aperto, perché lui sa che se la Roma ha una possibilità di far valere le sue doti è giocando ad altissima intensità e ad altissimo ritmo, perché la Roma rispetto all'Inter è una squadra molto più verticale, qualsiasi giocatore che recupera palla, alza la testa per giocarla in avanti, mentre l'Inter è una squadra di palleggio. Lunedì aveva i tre difensori centrali Stones, Akanji e Bastoni che sono tre registi. Il gioco a volte è quasi rallentato perché loro cercano la giocata pulita e limbucata, mentre la Roma è l'opposto. Per cui io immagino che la Roma con l'intensità cercherà di non dare loro tempo e spazio per ragionare. Però questa intensità, se vai a vuoto, rischia di esporti a campo più aperto. L'Inter poi ha dei giocatori forti sia dall'inizio che dalla panchina. L'Inter ha qualcosa in più, ma la Roma ha accorciato il gap mentale".
La mancanza di Calhanoglu è importante
"Assolutamente. Lui salta all'occhio quando segna con i tiri da fuori, ma si sottolinea poco che in fase difensiva è importantissimo, lui spesso è il quarto difensore".
In Italia si tira poco da fuori, ma l'inter lo fa
"Sì, l'Inter tira da fuori. Ha tanti tiratori, come Zielinski, Barella, Calhanoglu, avete visto il gol di Carlos Augusto contro l'Udinese".
Cosa pensi di Mora?
"Il mister uno con quelle caratteristiche lo vuole. L'anno scorso è andata malissimo con Zaragoza. Lui ha sempre cercato di avere nelle sue squadre un giocatore dal baricentro basso, che lavora il pallone e lo pulisce, basta ricordare il Papu Gomez. Capisco le parole dette dal mister, che lo vuole anche supportare, lo esalta per le caratteristiche perché lui vuole uno così, che ti fa sparire il pallone. Per questa partita lui ha l'opzione Soulé, l'opzione Mora e l'opzione di un centrocampista che potrebbe essere Pisilli, che può fare il lavoro su Zielinski e poi buttarsi in area".
Come si migliora fisicamente uno come Mora?
"Ha 19 anni, per cui deve migliorare, sono caratteristiche che gli serviranno per la sua carriera. Tutti i giocatori che hanno quei centimetri hanno anche forza nei quadricipiti, negli addominali, nei flessori. Lui si vede che ancora è in una fase dello sviluppo importante, ma ha margini di crescita enormi. Dipende da quello poi come arrivi a reggere botta a certi livelli, soprattutto se vuoi giocare negli ultimi 20 metri, è troppo determinante quella forza".
Altre squadre possono alternare la fase di pressing a quella di gestione del pallone. La Roma sembra essere condannata ad andare sempre a centomila, perché quando i ritmi si abbassano anche un po' a questa fase di possesso, come sanno fare bene Como e Inter. Quanto può pesare alla lunga Questo? Perché ci saranno partite in cui la Roma non riuscirà ad andare a certi ritmi, è fisiologico.
"Il grande gruccio del mister è che avrebbe voluto in rosa caratteristiche che non ha. Ce n'è una che ha provato in tutti i modi ad avere e che non ha, che è il giocatore che attacca la linea difensiva in profondità. Perché Mora vuole palla addosso, Soulé palla addosso, Dybala palla addosso. L'unico che attacca la profondità è Malen. Nel momento in cui stai soffrendo, magari sei stanco, magari sei in vantaggio, in quel momento la Roma non ha in organico uno strappatore che attacca la profondità. Questa è la prima cosa. La seconda è la capacità di diventare anche un pochino speculativa: questa partita, dato Roma, è importante da vincere, ma è importantissima da non perdere, perché devi stare aggrappato a dimostrare che sei fra le top. Giochi per vincere, ma se arriva quel momento che sei sfilacciato e magari prendi uno o due contropiedi, se finisce 1-1, può andare bene. Questa è una maturità che le squadre che giocano all'assalto ti devono dimostrare di avere. Anche perché nella partita dopo vai a Como. Anche perché l'Inter ha il cinismo. La Roma dello scudetto era una squadra forte, ma c'erano magari anche delle partite che vinceva 1-0, brutte, era difficilissima da affrontare, difficilissima a cui fare gol".
È più forte la difesa della Roma o dell'Inter?
"In valori assoluti per me la difesa dell'Inter a livello di organico ha qualcosa in più come valori assoluti, lo dice la storia dei giocatori. Poi il bello del calcio è che il giocatore gioca nella squadra di club: Ndicka al Mondiale ha fatto 0 minuti, poi lo vedi nella Roma e sicuramente è esaltato dal modo di giocare di Gasperini, dai duelli e dai corpo a corpo. Però della Roma mi piace l'atteggiamento".