Un traguardo importante per la Roma e la città di Roma. Quanto manca per la prima pietra del nuovo stadio a Pietralata?
"Il percorso è stato quello più complicato. Ieri siamo stati molto felici, io sono sempre molto prudente, ma quello di ieri era un passaggio determinante. C'erano cinquanta rappresentanti delle istituzioni italiane, dal Coni all'Autorità di bacino alla Soprintendenza, quindi l'aver chiuso la Conferenza con un assenso unanime è chiaro che sia un motivo di orgoglio e di soddisfazione dopo quattro anni di lavoro. Il più è fatto. Oggi mancano alcuni procedimenti amministrativi che devono essere fatti per norma, ovvero in particolar modo la gara, perché essendo un'area pubblica noi comunque il progetto dovremo metterlo a gara, ovviamente non ci aspettiamo che ci siano tanti soggetti che parteciperanno oltre la Roma, ma è un passaggio formale che va fatto. Poi la Roma deve completare il progetto esecutivo. Dopodiché c'è la Convenzione e poi si può partire, per cui immaginiamo che in Primavera ci possa essere la prima pietra. Fino a ieri eravamo un po' con il batticuore perché c'era la valutazione d'impatto ambientale, tantissime prescrizioni e questioni che dovevano essere affrontate, il lavoro congiunto di tutte le istituzioni... Io ringrazio il Commissario Sessa, che è stato importantissimo nel coordinare questo lavoro, i nostri uffici e quelli della Regione, è stato davvero un lavoro di squadra e il risultato di ieri è clamoroso, perché la procedura teoricamente avrebbe dovuto impiegare 270 giorni, invece noi siamo riusciti a chiuderla in 90 giorni. Quindi le cose si possono fare, si possono fare bene, si possono fare le grandi opere. Ora il più è fatto, procediamo con queste piccoli ultimi adempimenti e poi cominciamo con i lavori. I lavori poi sono cominciati già perché comunque quell'aria è stata scavata molto in questi mesi con tutte le indagini archeologiche preventive, le indagini geognostiche, quindi ci sono già stati degli interventi, però è chiaro che ancora sono attività propedeutiche. Quando vedremo la prima pietra posata credo che sarà il coronamento di tanta fatica e tanti anni di lavoro e anche di tanta passione che ci hanno messo i nostri uffici, perché le cose si fanno bene se oltre alla professionalità ci si mette anche quel pizzico di passione e c'è stata perché volevamo dimostrare che a Roma le cose si possono fare".
A oggi si sente di dare il 100% di possibilità che lo stadio si faccia?
"Tutti gli ostacoli tecnici, amministrativi, burocratici sono risolti, per cui per non farlo qualcuno dovrebbe cambiare idea. Noi sicuramente non cambiamo idea, non penso che lo faccia la Roma".
Tecnicamente quindi non ci sono più ostacoli? Neanche nel caso in cui si trovino dei reperti importanti durante gli scavi?
"È chiaro che parliamo di un'opera da un miliardo e mezzo, quindi di una marea di questioni: ponti, sottostazioni elettriche, acqua, fogne, di tutto. Quindi è impossibile che non ci possa essere qualche imprevisto, però il punto fondamentale per cui noi dobbiamo essere positivi è che tutte le questioni che c'erano all'inizio li abbiamo superati: basta ricordare quanto tempo abbiamo perso a discutere degli alberi, dell'autodemolitore, della cisterna romana, degli esuli che abitavano lì e avevano gli orti urbani. Abbiamo fatto un lavoro importante, straordinario, ci abbiamo sempre creduto, siamo stati prudenti perché i problemi sono all'ordine del giorno e ce ne saranno altri, però il fatto che tutte le istituzioni abbiano detto ieri che lo stadio si fa credo che sia una cosa che debba darci ancora di più benzina. Abbiamo fatto il pieno e siamo ancora più decisi ad andare con tanta velocità. Anche perché il punto vero è che noi questo stadio lo facciamo ovviamente per la città e i tifosi della Roma ma anche per gli Europei, per cui dobbiamo essere pronti per quello".
Qual è la paura più grande per quando lo stadio sarà realizzato? Penso al tema del trasporto pubblico e della viabilità...
"Per governare una città come Roma non si può vivere di paura, perché le paure ti bloccano. Se non avessimo fatto questo progetto sicuramente non avremmo rischiato nulla in termini di assembramento e caos, però credo che sia un rischio calcolato. Noi abbiamo risposto a tutti i problemi che ci erano stati posti, per esempio il tema dell'accessibilità al Pertini, è chiaro che lì dobbiamo garantirla e oggi abbiamo trovato le soluzioni per poterlo fare. Il tema del trasporto pubblico è un tema che porterà l'amministrazione a fare in modo che ci sia una maggiore efficienza, per esempio attraverso il segnalamento che consentirà di aumentare di molto la frequenza delle metropolitane. Io sono sicuro che i romani sono più intelligenti di quello che qualche commentatore pensa: dovremo chiedere ai romani di fare un salto di qualità nellarrivare allo stadio col trasporto pubblico. All'Olimpico vanno tutti in motorino e in macchina perché col trasporto pubblico non ci arrivi. Dovremo essere bravi a fare in modo che convenga. La frequenza della metropolitana aumenterà perché ci saranno degli interventi sul segnalamento, che è un tecnologia che consente di avvicinare la frequenza dei convogli, ci sono nuovi convogli che stanno nascendo. Poi la Metro B, che è quella con cui si arriverà allo stadio, si sta prolungando, arriverà fino a Casal Monastero, addirittura oltre, per cui riusciremo a collegare gran parte della città. Anche perché la Tiburtina non riguarda solo la metro ma anche tutte le linee dei treni, sia fuori Roma che dentro Roma, al servizio di tantissimi quartieri. Io, per esempio, sotto casa non ho la metro, ma ho la stazione della FL1, quindi allo stadio ci andrò con quella e in 20 minuti sarò all'ingresso. E poi, oltre allo stadio, quello sarà un quadrante con un parco di 12 ettari, con nuove strutture universitarie della Sapienza, noi stiamo creando dentro il quadrante di Pietralata una nuova centralità urbana della città, che da quarant'anni non aveva alcun tipo di esito e vocazione, perché lì sarebbero dovuti arrivare migliaia di uffici pubblici che non sono mai arrivati ed era rimasto tutto così, in stato di abbandono".
Sappiamo, visto che lo ha fatto sapere anche la Roma, che i costi del biglietto subiranno un aumento. Commenti in merito?
"Per come immagino io il calcio, il tifo e la partecipazione, penso che le politiche attuate finora dalla Roma di cercare di portare il più possibile le persone allo stadio siano giuste e importanti, perché il calcio deve recuperare quel rapporto fisico e non soltanto attraverso la televisione. Io voglio che sia uno stadio popolare, poi non entro nelle scelte di marketing della società, noi speriamo che sia sempre pieno".
Nel piano economico-finanziario che è stato presentato dalla AS Roma e che quindi fa parte del progetto che voi avete approvato, c'è scritto che la Roma, soltanto di botteghino, prevede di andare a guadagnare nel primo anno 115/117 milioni, contro i 44 di adesso. Siccome gli spettatori sono anche di meno rispetto allo stadio Olimpico, i prezzi inevitabilmente aumentano.
"Io su questo non sono d'accordo, perché possono esserci tanti introiti da botteghino. Non si paga solo per vedere la partita, ma anche per vedere lo stadio. Ci possono anche essere persone che pagheranno 1000 euro e continuare ad avere politiche popolari per il tifo della città. A Roma, quando c'è una bella notizia, il giorno dopo dobbiamo capire subito qual è il problema. Io aspetterei qualche anno, quando ci sarà lo stadio poi discuteremo delle tariffe. Mi sembra che finora i Friedkin abbiano adottato una politica di partecipazione e vicinanza alla squadra".
I parcheggi sotto lo stadio saranno riservati a chi sarà nella zona hospitality e non agli altri spettatori. Il trasporto pubblico, secondo le vostre previsioni, dovrebbe coprire il 50-60%, ma ci sta comunque un 40% che andrà con mezzi privati. Visto che conosciamo bene Roma, sono previsti lavori di adeguamento per la tangenziale e lo svincolo della tangenziale? Sono previsti parcheggi pubblici vicini, intorno allo stadio e non parcheggi di scambio sulla linea della metropolitana? Per l'accesso con la tangenziale sono previsti svincoli diversi oppure si dovrà passare ancora dal sottopasso esistente?
"Assolutamente sì, sono previsti dei parcheggi nuovi, per le auto e per le moto, sono previsti degli adeguamenti di accesso allo stadio. Quello che contesto è il "Sappiamo come funziona Roma"... io questa cosa me la ricordo quando fu imposto l'uso del casco sui motorini, quando si disse "Sappiamo come funziona Roma, tanto non lo porterà mai nessuno il casco" e invece lo portano tutti. È una legge, certo, ma c'è anche una legge del buonsenso per cui se c'è la metropolitana io la prendo. Il problema è che a Roma molto spesso uno non può prendere la metro perché non ci sta e non può prendere il treno perché non passa, ma se le cose le facciamo passare, e lì abbiamo il luogo più infrastrutturato di Roma, con treni regionali, treni ad alta velocità, metropolitane, quindi chi può pensare che non si prenda la metro? Dopodiché i nuovi parcheggi li abbiamo fatti".
Quali sono le prescrizioni obbligatorie per l'apertura dello stadio, ovvero le strutture che il Comune chiede che siano pronte inderogabilmente per l'apertura? Poi, visto che lei è stato presidente del municipio XI, secondo li era più bello il progetto di Tor di Valle o questo?
"Le opere infrastrutturali sono tutte necessarie e obbligatorie, tutte le opere di mobilità dovranno essere realizzate per l'apertura dello stadio, per garantire un accessività in sicurezza. Il progetto di Tor di Valle aveva un suo fascino, ma aveva un problema, cioè che per far reggere il piano economico-finanziario, oltre allo stadio bisognava assentire a circa un milione di metri cubi di edificazione, tra direzionale, centri commerciali, eccetera. E credo che non sia più questa l'epoca di una città che possa consentire una cosa del genere per fare uno stadio. Questa cosa questo stadio non ce l'ha e credo che sia la cosa più importante per farmi dire che ovviamente preferisco questo progetto".
Quindi all'epoca sarebbe stato un errore costruirlo?
"Era un'altra epoca, un altro mondo. Quando si governa si deve cercare un compromesso, all'epoca quello stadio non si sarebbe retto senza quei metri cubi e si provò a usare quella come leva, che è prevista dalla legge. Io dico che questo è un progetto al passo con i tempi, per una città che non può più espandersi e aumentare il suo peso insediativo e deve cercare di fare in modo che i progetti si reggano sull'obiettivo principale, che in questo caso è fare lo stadio, non centri commerciali o uffici".
È un elemento d'orgoglio questa accelerata mentre a Milano c'è stata una frenata per lo stadio?
"Noi pensiamo a fare bene a Roma, Poi li guardiamo gli altri con molto rispetto, anche perché ci sono corsi e ricorsi storici, ci sono fasi di sviluppo delle città che non sono sempre lineari, per cui non punto a dire che siamo più o meno bravi, punto a fare bene. E secondo me questo è un progetto che è nato bene, sta andando bene, che è sposato finalmente da tutte le istituzioni, oggi ci credono tutti fortemente, per cui possiamo dire che il metodo Roma funziona e questo può essere un metodo replicabile anche altrove".
Il Sindaco Gualtieri è contento?
"Sì, anche perché fa finta di essere un sobrio tifoso ma è un grande tifoso della Roma".
Questo sarà anch un traino anche per lo stadio della Lazio?
"Beh, sicuramente dà maggior fiducia sul fatto che gli stadi si possono fare a Roma e che i progetti possono essere portati avanti senza finire su binari morti. I matrimoni si fanno in due, quindi è fondamentale che il soggetto proponente, com'è stato per la Roma, recepisca tutte le osservazioni e le prescrizioni, come ha fatto la Roma fra il primo progetto e quello definitivo presentato alla Conferenza dei servizi. Da parte dell'amministrazione c'è la massima disponibilità affinché anche lo stadio della Lazio si possa fare. Ora sta alla Lazio risolvere le problematiche emerse".