Luciano Spalletti ha rilasciato un'intervista all'edizione odierna di Tuttosport. L'allenatore della Juventus è tornato alla sua esperienza alla Roma, dal rapporto con Francesco Totti, alla passione della città per la squadra, ritenuta da lui "soffocante". Ecco le sue parole.
Le differenze tra le piazze che ha allenato
[...] "Fatico ad andare nei salotti e conoscere gente a Torino, per esempio, è perfetta: ti lasciano vivere in pace. A Napoli l'amore dei tifosi ti toglie il fiato, per qualcuno può arrivare anche ad essere soffocante, ma io me lo sono respirato tutto a pieni polmoni. Così come a Roma. Capisco anche quel modo di vivere il calcio, perché ci sono passato anch'io".
In quale giovane allenatore rivede un po' di Spalletti?
"A me piace Daniele De Rossi. E osservo anche Francesco Farioli al Porto"
Francesco Totti, proprio pochi giorni fa ha detto: 'Per fare davvero la pace ci dovremmo dire tutta la verità'. A cosa allude? Devi dirgli ancora qualcosa?
"Ma no, non mi fate far casino. A novembre andiamo a fare la seconda parte dello spot che avete già visto in tv: siamo saliti sugli alberi, abbiamo messo le zattere nel lago, abbiamo creato dei cunicoli. Ma sia chiara una cosa: in questi anni ho litigato di più con quelli che aveva intorno che con lui. Abbiamo fatto entrambi degli errori, ma lui è bravo. Anche ad essere leggero, a venirti a prendere per il culo di continuo".
Ma che calciatore è stato per lei Totti?
"Era in grado di costruire malvagità tecniche, lui ha avuto la forza di trasformare giocate in schemi e di solito succede il contrario. Gli ho regalato la macchina del futuro: ho subito per anni il suo carisma, la sua potenza, quando sono arrivato a Roma e mi sono ritrovato ad allenarlo non potevo credere ai miei occhi. L'ho amato e subito come totem di bellezza calcistica".