Su Como e Roma
"Il Como gioca bene ma soprattutto in casa si espone al contropiede. La Roma invece mi ha stupito, tutta la squadra si difende e tutta la squadra attacca. Gasperini ha capito che se non prendi gol costringi gli altri a scoprirsi".
Quale attaccante di Como e Rome le piacerebbe marcare?
"Malen, sarebbe una bella sfida. Quelli rapidi come lui non me li lasciavo scappare".
Alla Roma giocò un solo anno e vinse lo scudetto.
"Facevo reparto da solo. La Roma era la prima squadra italiana che giocava a zona. Gli altri difensori salivano, io restavo dietro con il portiere. Se superavo la metà campo Liedholm mi urlava "Pietro, torna indietro". Ho segnato 38 gol in A, ma nessuno nella Roma. Mi era vietato solo provarci".
Fra Falcao, Conti e Pruzzo chi era il più difficile da affrontare in allenamento?
"Pruzzo era eccezionale di testa e in acrobazia. Conti ti puntava e ti saltava. Falcao compariva di colpo in area e faceva danni. Che squadra".
L'aneddoto più divertente dello spogliatoio romanista?
"Prima della mia partita d'esordio ho preso la maglia, l'ho indossata e Liedholm si è arrabbiato. Era super scaramantico. Le maglie le doveva distribuire lui. Mi disse: "Ma che cosa hai fatto? Speriamo non ti succeda nulla".
Che emozione le dà ritrovare le due squadre in Champions?
"È bellissimo. La Roma mancava da tanto, per il Como è un battesimo. L’idea che arriveranno sul lago Manchester United e Psg è incredibile".
Chi vincerà?
"Spero in un pari, non so scegliere. E voglio pochi gol, perché a vedere le difese che sbarellano soffro troppo. Mi piacerebbe un 1-1. Un 4-4 non è calcio, ma un mucchio di errori".
Se oggi avesse 25 anni sceglierebbe Roma o Como?
"Roma è la Capitale. La gente è eccezionale e non parlo solo dei tifosi. Lo stadio è magico. La amo adesso, ma da giovani è meglio andare in una grande città".