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La Gazzetta dello Sport

(21/02/2018)

Roma rompi il ghiaccio

Il periodo bollente comincia nel gelo, ed è un po’ in stile Roma crogiolarsi nei paradossi. Da stasera, due settimane di fuoco. Eusebio Di Francesco e la banda giallorossa si giocano tanto della stagione. Sarà per questo che a bordo campo della stadio Metalist, mentre i giocatori corrono intabarrati come mai, c’è buona parte della dirigenza ad assistere all’allenamento incurante, o quasi, del ­5 che si legge sul termometro. Con Totti e Monchi in primo piano. Tutti insieme appassionatamente, per stare vicini al tecnico, vicini alla squadra, vicini a chiunque in questo momento «hot». O la Roma sboccia o si rischierà di incasellare un’altra volta la stagione alla voce «deludente». Stanotte (sì, stanotte, si gioca alle 21.45 locali, pare a 8 sotto zero) parte la rumba. Sotto con gli ottavi di Champions, di fronte il brasilian ­Shakhtar che ha eliminato il Napoli e che al Metalist di Kharkiv, che ormai è proprio casa per Fred e soci, ha fatto male pure al Manchester City, seppur dimezzato. Al ritorno, c’è il Milan redivivo di Gattuso che andrà a farle visita. Poi, tanto per gradire, ecco la trasferta di Napoli, quindi il Toro all’Olimpico e il ritorno con lo Shakhtar. Insomma, in ballo i quarti di Champions, che la Roma non vede da 10 anni, ma anche una fetta del futuro che verrà. Perché adesso la Roma è terza, ma Lazio e Inter sono sempre lì ed è vietato perdere punti. È un attimo trovarsi fuori dalla zona che conta. E poi, soprattutto, se il Milan dovesse fare il colpaccio all’Olimpico, rientrerebbe a pieno titolo nella corsa e la Roma avrebbe un rivale in più coltivato, diciamo, in grembo.
 
FIDUCIA DI FRANCESCO – Ecco il momento bollente. Che Di Francesco però vede con occhi pieni d’ottimismo. La Roma che perdeva colpi e punti sembra aver lasciato spazio a una squadra convinta, che ha ritrovato gioco e gol. E ha un certo Under nel motore. Dice: «Siamo venuti a Kharkiv cercando di passare il turno, sapendo che abbiamo davanti un rivale abituato a questa competizione e con individualità importanti. Ce la giochiamo al 50%. Può dare lustro a questa stagione il passaggio? Certo, ma viviamo col giusto equilibrio la situazione. Poi penseremo al campionato». Intanto c’è da termoregolare la squadra che a volte s’accende e a volte ha cali di tensione. Di Francesco alza gli occhiali: «Dovremo cercare di evitarli, quei cali, durante la gara e in generale sempre. Qui ci saranno momenti in cui potremo comandare il gioco e altri no, loro sono molto tecnici, rapidi e scaltri nel palleggio. Dovremmo essere bravi a star compatti. Ma ho visto una squadra in gran crescita e spero di vederla migliorare nelle prossime sfide».
 
PRONTI ALLO SPRINT – Una crescita forse non casuale. Forse Di Francesco l’aveva programmata per i momenti caldi come questo. In fondo prima del calo la Roma aveva vinto un girone di quelli tosti, mettendosi alle spalle il Chelsea ed eliminando l’Atletico Madrid. Preparazione mirata? Il tecnico sorride: «Beh, non per perdere tanti punti. Però è vero che abbiamo alzato tantissimo i ritmi rischiando qualcosa ma nello stesso tempo mettendo tanto lavoro in cascina per fare un grande finale. Ora dobbiamo trovare determinazione e cattiveria, in tutte e due le fasi intendo, perché sono quelle doti che fanno la differenza in campo». In questo quadro si inserisce Cengiz Under, il fenomeno sbocciato che ha risolto parecchi problemi. Ma che la posta in palio sia più che alta lo si nota dalle parole di Di Francesco, che si mette a recitare da tecnico vecchio stile: «Cengiz ha fatto cose straordinarie, è cresciuto moltissimo. Ma contro lo Shakhtar scende in campo la Roma, non Under. Siamo tutti contenti del fatto che lui sia in un momento eccezionale, cercheremo di gestirlo nel migliore dei modi. Se poi giocherà o no è un altro discorso: lo saprete prima della gara come lo sapranno i giocatori. Nemmeno Daniele (De Rossi, seduto a fianco a lui, ndr) sa se giocherà. È una scelta che ho fatto per tenere tutti molto concentrati». L’impressione è che ci sarà, anche se il suo impiego potrebbe dipendere anche dalle condizioni di Florenzi, bloccato da una gastroenterite e rimasto in albergo. La Roma ha bisogno del caldo Under per il gelo di Kharkiv. E per il filotto decisivo.

F. Bianchi


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