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Il Messaggero

(25/10/2021)

Un punto d’orgoglio la Roma riparte

Il Napoli non imita il Bodo/Glimt. Niente tiro al bersaglio all'Olimpico e soprattutto nessun gol a Rui Patricio che ne ha incassati giovedì 6 in Norvegia. Mai successo agli attaccanti di Spalletti, fin qui, di restare a digiuno. E stop, quindi, alla striscia delle 8 vittorie di fila dei partenopei. Che restano al comando della serie A, adesso però con il Milan. A fermarli è la Roma appena umiliata in Conference League. Mourinho ha avuto ragione: con i soliti interpreti, e non con le inadeguate riserve, la sua squadra sa essere comunque competitiva. E, al terzo tentativo in questa stagione dopo le cadute contro la Lazio e la Juventus, è riuscito quindi a saltare l'ostacolo dello scontro diretto, difendendo l'imbattibilità casalinga in serie A (43 partite) e il 4° posto in classifica. Lo 0-0 (il primo a Roma dal 1980) è giusto proprio come punteggio. Sono mancate le occasioni. Ma le migliori le hanno avute proprio i giallorossi, con Abraham e Mancini. I nervi si sono divorati il match: espulsi entrambi gli allenatori, Josè (doppio giallo per proteste) al minuto 36' della ripresa, Luciano (rosso diretto per l'applauso all'arbitro Massa) a fine a gara.
 
È il primo pareggio stagionale per le due squadre. Non festeggia nessuno. Diventa, però, utile sia chi per sta in testa, sia per chi insegue in zona Champions. Il gap attuale è evidente. Questione di rosa. Basta pesare i protagonisti della sfida dell'Olimpico. La qualità del Napoli, e non solo nella formazione di partenza, e la Primavera della Roma, almeno a guardare la panchina. Spalletti sceglie i più in forma, sapendo di poter cambiare in corsa, Mourinho si aggrappa sempre agli stessi titolari, pregando di averli fino al traguardo. Kumbulla, Villar, Diawara e Mayoral pagano, pure per gli altri, la figuraccia contro il Bodo/Glimt, restando fuori dai 23, dove invece finiscono Missori (2004) e Felix (2003) che si aggiungono a Tripi, Bove, Darboe e Zalewski. Le otto vittorie di fila gonfiano la vela partenopea, le sei reti del Bodo pesano sul gruppo giallorosso. Non dovrebbe esserci partita. Ma nel calcio non c'è mai niente di scritto e scontato. Fino all'intervallo l'unica chance vera è di Abraham, piattone esageratamente largo davanti a Ospina, dopo la splendida imbucata di Cristante, il romanista più ispirato e al tempo stesso più lucido del pomeriggio. Efficace e tosto. Il centravanti, però, si pappa un gol grande così, prima di rischiare il secondo giallo, alla fine del recupero del 1° tempo: già ammonito per essere rientrato in campo senza permesso, dà un calcione in testa a Zielinki nel tentativo di arpionare un pallone nell'area avversaria. (...)
 
U. Trani
 


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