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Il Messaggero

(23/09/2024)

Club nel caos ma la Roma si rialza

L’Olimpico senza la sua Curva (per la prima mezz’ora); il capitano, Pellegrini, e il suo compagno, Cristante, fischiati ad ogni pallone: non eravamo più abituati, abbiamo vissuto quasi tre anni, con Mou e DDR, con i pienoni di amore incondizionato. Addirittura Juric, tecnico catapultato in questo gomitolo di licenziamenti e dimissioni, incolpevole di tutto, diventa oggetto della contestazione di parte dei romanisti presenti all’Olimpico. Non eravamo nemmeno più abituati a vedere - almeno in questo scorcio di campionato - una Roma così padrona, che lotta e si avventa su ogni pallone, che lo perde e lo recupera sempre in avanti, che segna tre gol e che vince senza storia: il primo tempo è finito 1-0, ma poteva andare peggio per l’Udinese; nei secondi quarantacinque minuti, quando poteva sopraggiungere un po’ di stanchezza, visti i chilometri percorsi e l’intensità del primo tempo, arrivano le reti che definiscono il passo verso la resurrezione.

Strano caso del destino: Dovbyk, che De Rossi ha tanto aspettato e difeso, senza ricevere granché, diventa protagonista assoluto di questa giornata juriciana. L’ucraino oltre a firmare il gol del vantaggio nel primo tempo, uccide la partita nella ripresa, con due giocate decisive: la prima è figlia del suo lavoro da attaccante generoso, inizialmente stecca un colpo di tacco e poi si avventa sulla bandierina per recuperare palla, che finisce a Dybala, su cui Bijol commette fallo da rigore; la seconda è un assist, per Baldanzi, alla prima rete da romanista. Tommasino era appena entrato al posto del fischiatissimo Pellegrini, che non era nemmeno andato male. Cristante, l’altro nel mirino, rischia di entrare nell’elenco dei goleador del pomeriggio, pure lui protagonista di una prova eccellente.
 
Dovbyk scava anche il gol del 4-0, ma l’arbitro lo pesca in fuorigioco (giusto). Se Dovbyk è il re di questo strano pomeriggio di ripartenza, Dybala non può essere che il principino: Paulo torna ad esultare dopo la rete (sempre su rigore) segnata a Napoli lo scorso 28 aprile e in casa non andava a segno – in campionato – proprio dalla sfida contro il Torino di Juric (tripletta), lo scorso 26 febbraio (all’Olimpico aveva segnato al Milan nel ritorno dei quarti di Europa League). Con questo gol torna ad essere il migliore realizzatore in attività del nostro campionato con 124 gol. Calciatori così sono sempre una soluzione, non un problema. Al di là delle beghe contrattuali e dei rinnovi automatici.

 


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