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Il Messaggero

(27/01/2026)

L'arrivo di Malen ha completato la metamorfosi

La metamorfosi è quasi completa. Chiudete un attimo gli occhi e pensate alla Roma dello scorso anno, quella della seconda parte di stagione, dal derby vinto per 3-1 il 5 gennaio sino al successo di Torino con l'addio alla panchina di Ranieri. Ora riapriteli e immaginate un attimo la partita di domenica sera contro il Milan. Sì, è la stessa squadra, capace di giocare due tipi di calcio diametralmente opposti ma non per questo meno redditizi e avvincenti. Di certo, al di là dei gusti personali di chi preferisce un tipo di calcio più pragmatico e chi più aggressivo, c'è voluto un po' di tempo ma alla fine ci siamo: la Roma è sempre più a immagine di Gasperini. Uno dei tasselli che mancava, Malen, è arrivato. Perché l'osservatore miope potrà dire: "Eh, si segnava poco prima, si segna poco anche adesso che è sbarcato l'olandesese". Con una leggera differenza: la mole di occasioni create. Ci sono state delle partite, dove la Roma ha faticato (soprattutto negli scontri diretti) a produrre, a rendersi pericolosa, a tirare in porta. Il primo tempo contro il Milan, proprio grazie ai movimenti dell'ex Aston Villa, s'è trasformato invece con il passare dei minuti in un assalto a Fort Apache: 57% di possesso palla,1.77 expected gol, 3 grandi occasioni create, 11 tiri totali (a 1), 5 nello specchio della porta (a O), tre corner (a O) ad esaltare riflessi e qualità di quell'altro fenomeno che di cognome fa Maignan. Ma soprattutto una squadra capace di guardare sempre in avanti. (...) Roba da matti, roba da Gasp. Che si gode, convinto sempre di più «che a Roma si può fare calcio nonostante mi abbiano detto sempre il contrario», una squadra che gli somiglia sempre di più. Giovane nell'animo, spigliata, che diverte dando l'idea di divertirsi in campo. Certo, ad essere pignoli manca sempre questo benedetto esterno sinistro di piede destro (il Lookman della situazione) e guardando la partita dell'altra sera, nessuno si offenda, un calciatore alla Rabiot. Un centrocampista forte fisicamente, sportivamente cattivo (Svilar ne sa qualcosa), di grande qualità, personalità da vendere, intelligente tatticamente, capace d'inserirsi e regalare gol pesanti. Uno così, nonostante la cre-scita dei quattro centrocampisti in rosa, la Rosta non ce l'ha. Pisilli somiglia al francese per le doti d'incursore, Cristante per la personalità, Koné per la forza fisica e la capacità di recuperare i palloni, El Aynaoui per l'intelligenza tattica. Ma servirebbe uno che racchiudesse queste caratteristiche. (...)


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