Menomale che c’è Dybala. Perché aspettando volti nuovi dal mercato (Castro sarà il primo), la Roma o quel che resta (...) continua a specchiarsi nelle magie di Paulo. Ok, non possono essere considerati banchi di prova all’altezza del fuoriclasse argentino il Cannes appena tornato in serie C, il Trastevere avversario di qualche giorno fa (...) o la Primavera giallorossa sparring partner d’inizio ritiro. Tuttavia vederlo muoversi con la scioltezza di ieri, accarezzare il pallone come sulla punizione che regala il vantaggio alla mezz’ora o nel dribbling che decreta il 3-0, è una bellezza che riempie gli occhi. Anche perché una volta uscito lui, si spegne la luce. Anche se non conta nulla e con tanti giovanissimi in campo, il Cannes pareggia 3-3 con un rigore in pieno recupero causato da Dovbyk, al passo d’addio.
Nel calcio moderno, quello dei tatticismi esasperati o dei calciatori che corrono soltanto su un binario, continuare a veder giocare Paulo riporta indietro nel tempo. E la location di Cannes sembra perfetta per questo amarcord. In Costa Azzurra infatti si annusa il profumo del calcio di una volta. Così mentre la cittadina dribbla un temporale estivo che minacciava il pomeriggio di migliaia di turisti sul lungomare la Croisette, ci sono diecimila persone che decidono di prendere d’assalto lo stadio De Coubertin.
Con ancora negli occhi i tecnologici impianti statunitensi del Mondiale appena concluso, sembra di vivere una sorta di ritorno al passato. Appena una presa elettrica che funziona in tutta la tribuna stampa, i tifosi accalcati sulle reti come accade il sabato pomeriggio sul campo dell’Almas a via Demetriade, il pallone che finisce regolarmente nel parcheggio attiguo ogni volta che la mira dei protagonisti fa difetto, tifoserie mischiate con tantissimi romanisti che sfoggiano la maglia con il nuovo stemma.
In tribuna c’è anche il padrone di casa, Ryan Friedkin, che prima dell’inizio del match attraversa il campo parlando con il ds D’Amico che lo ragguaglia sull’affaire Castro. Insomma, una festa. Resa ancora più entusiasmante per i padroni di casa dalla rimonta nella ripresa firmata dalle due reti segnate da Lopes e dal cucchiaio su rigore di Oggad. L’unico che non se ne rende conto è l’arbitro Fontaine che a fine primo tempo espelle Wesley (...).
Paulo, dicevamo. In una Roma (...) che inevitabilmente paga i carichi di lavoro di Gasp, è l’unica luce in un primo tempo dove l’entusiasmo del Cannes la fa da padrone. Per carità, dalle parti di Svilar si raccolgono più palloni nel parcheggio che vicino ai pali ma un paio di svarioni difensivi lasciano intendere come – e sarebbe strano il contrario – la squadra sia ancora in fase di rodaggio.
Il Cannes arriva da tutte le parti mentre il primo tiro in porta dei giallorossi giunge al 31′, poco prima della pennellata di Dybala e del raddoppio di Malen, quando Gasp decide d’invertire gli esterni (Soulé e Rensch slittano a sinistra mentre Paulo e Wesley prendono posizione a destra). Il divario tecnico è evidente e appena scema l’entusiasmo dei francesi, la Roma sembra dilagare. Anche in 10, con il solito Dybala – servito dal nuovo entrato Lulli – capace di lasciare sul posto il diretto marcatore e beffare il portiere Beunardeau sul primo palo. L’ovazione che lo accompagna quando lascia il campo, è la fotografia di quello che rappresenta, (...).
Ormai il valore della Joya per il mondo giallorosso è anche altamente simbolico, come confermato nella notte tra il 21 e il 22 luglio durante i festeggiamenti per il Centenario. Non essendoci volti nuovi da presentare, non poteva che essere lui ad affacciarsi dal balcone di via degli Uffici del Vicario, salutando i 10mila tifosi accorsi nel centro della Capitale per celebrare la nascita del club. Curioso che Paulo debba la sua permanenza a Gasperini e al terzo posto che ha regalato più forza al tecnico nei colloqui con la proprietà. Non aver avuto nemmeno lui oggi, ci avrebbe reso più poveri. (...).