Trecento. Non sono i famosi spartani delle Termopili, né il secolo delle Tre Corone, quello di Firenze e dei suoi giganti, Dante, Petrarca e Boccaccio. Qui, però, di arte si parla comunque. È l’arte dipinta sul campo, fatta di calcio, idee, coraggio e storie. Gian Piero Gasperini va a caccia a Como di un numero che pesa: la sua vittoria numero 300 in Serie A. Un traguardo che lo proietterebbe nell’esclusiva cerchia dei grandi: Trapattoni (...), Allegri (..), Spalletti (...) e Rocco (...).
È l’ennesima tappa di una carriera costruita macinando risultati, (...) , squadra dopo squadra. Prima il Genoa, poi l’Atalanta, infine la Roma, riportata storicamente in Champions al primo anno. Trecento sarebbe l’ultimo sigillo personale di un percorso straordinario, ma a Como Gasperini cerca soprattutto tre punti che valgano molto più di una statistica. Una vittoria darebbe alla Roma ulteriore consapevolezza dei propri mezzi e, soprattutto, lancerebbe un altro messaggio all’Inter nella corsa allo scudetto.
Como-Roma sarà anche il confronto tra due generazioni e due idee di calcio. Da una parte Fabregas, dall’altra Gasp. Gioventù ed esperienza, ma con un tratto comune: la voglia di proporre, attaccare, imporre il proprio gioco. Il tecnico romanista proverà ad accorciare il campo, aggredendo il Como uomo su uomo e soffocandone la costruzione dal basso. Una pressione feroce, cominciando dagli attaccanti e coinvolgendo ogni reparto, (...) .
Fabregas cercherà invece di scardinare quella pressione attraverso il possesso: muovere il pallone, (...) , attirare la Roma fuori posizione e poi colpire negli spazi alle spalle della prima linea di pressione. Una vera partita a scacchi, nella quale la prima mossa potrebbe essere decisiva. Il duello chiave, infatti, potrebbe svilupparsi proprio nella costruzione del Como. Se la Roma riuscirà a sporcare le linee di passaggio e a recuperare palla negli ultimi trenta metri, la pressione potrà trasformarsi rapidamente in occasioni da gol.
E poi ci sono i numeri, che raccontano una squadra, quella di GPG, partita con il piede sull’acceleratore. Soltanto due volte nella sua storia la Roma ha raggiunto quota 16 punti nelle prime sei giornate di campionato. I giallorossi hanno conquistato almeno 13 punti – gli attuali – nelle prime cinque partite stagionali di Serie A soltanto per la quinta volta: era successo nel 2014/15 (...), nel 2013/14 (...), nel 1994/95 (...) e nel 1952/53 (...). Un successo a Como permetterebbe dunque di entrare nuovamente nella storia, raggiungendo almeno 16 punti dopo sei giornate per la terza volta: dopo i 18 del 2013/14 e i 16 del 1952/53. Considerando l’era dei tre punti a vittoria quindi sono la Roma di Garcia ci è riuscita.
Ma c’è un altro traguardo che fa rumore. La Roma ha vinto le ultime cinque trasferte di campionato e, nella sua storia in Serie A, soltanto una volta è riuscita a mettere insieme almeno sei successi esterni consecutivi: dodici tra febbraio e novembre 2017. Trecento per Gasp, sedici punti per la Roma, sei vittorie fuori casa nel mirino. A Como non è soltanto una partita: (...).