Un ponte lungo 16mila chilometri. È la distanza che corre tra Kudus, quartier generale di Djarum, la holding della famiglia Hartono, e Houston, sede del gruppo Friedkin. (…) Dall'Indonesia agli Stati Uniti. Due bandiere che, per la verità, sono state fissate da tempo nel nostro territorio. Ma è con gli attuali proprietari del Como e della Roma che la presenza americana e quella asiatica hanno compiuto un salto di qualità. La prima ondata del capitalismo americano e asiatico — ricordate DiBenedetto/Pallotta e Thohir? — non era propriamente di alto profilo, quanto a capacità di spesa. Poi le cose sono cambiate. La partita di domenica al Sinigaglia mette di fronte due proprietà che, in tandem, hanno investito un miliardo e mezzo di euro.
Gli Hartono hanno trasformato Djarum, produttore di sigarette ai chiodi di garofano, in uno dei maggiori conglomerati indonesiani. (…) Forbes stimava nel 2025 il patrimonio congiunto dei fratelli Robert Budi e Michael Bambang in 43,8 miliardi di dollari. Michael è scomparso lo scorso marzo, a 86 anni. Dal 2019 la famiglia ha trasformato il Como in un laboratorio di calcio e business, alimentando il progetto con 390 milioni di euro attraverso la holding britannica Sent Entertainment. Il regista dell'operazione è Mirwan Suwarso, presidente del club, mentre a Cesc Fabregas, allenatore e azionista di minoranza, sono state affidate le chiavi del progetto tecnico. Una strategia fondata sull'acquisto e sulla valorizzazione dei giovani talenti: nelle campagne trasferimenti di Serie A sono stati investiti circa 350 milioni, di cui 60 in estate per Nico Paz. Attorno alla squadra è nato un ecosistema di attività che spaziano dall'academy al turismo, dal retail al digitale, con l'obiettivo di sfruttare l'attrattività internazionale del lago. Per ora, però, il modello resta dipendente dai capitali indonesiani. I bilanci sono sempre stati in rosso: l'ultimo approvato, al 30 giugno 2025, ha chiuso a -132 milioni, anche a causa dei costi di avviamento dei nuovi business. L'autosufficienza è ancora lontana, ma l'approdo in Champions aiuta parecchio. Ecco perché assume un valore strategico anche la riqualificazione del Sinigaglia, che il club vorrebbe completare nel 2028.
Le automobili Toyota sono la fonte originaria della fortuna di Dan Friedkin. Attraverso Gulf States Toyota, il gruppo commercializza in esclusiva le vetture giapponesi in cinque Stati americani, con un giro d'affari di 14,5 miliardi di dollari nel 2025. Il portafoglio si è poi allargato agli alberghi di lusso, con Auberge Resorts, e al cinema, con la casa di produzione Neon, vincitrice di diversi Oscar. Forbes stima il patrimonio personale di Friedkin in 12,5 miliardi di dollari. Una ricchezza che gli ha consentito di investire pesantemente nel calcio europeo, prima nella Roma e poi nell'Everton. Nella Capitale il magnate texano ha già superato il miliardo: dal suo ingresso nell'agosto 2020 ha impegnato 1,06 miliardi di euro, tra acquisizione delle azioni e sostegno finanziario al club. Prima ha rilevato il controllo da James Pallotta, poi ha completato la scalata al capitale, portando la società fuori dalla Borsa nel 2022. Soprattutto, ha versato nelle casse giallorosse 824 milioni, in parte sotto forma di prestiti successivamente convertiti in capitale. Nessun altro proprietario della Serie A ha fatto altrettanto nello stesso periodo. Dopo la Conference League conquistata nel 2022 e la finale di Europa League nel 2023, è finalmente arrivata la qualificazione in Champions, dalla quale la Roma mancava da sette anni. I conti comunque restano in rosso, sebbene le perdite siano scese dai 219 milioni del 2021-22 ai 54 milioni del 2024-25. La cura passa dal contenimento degli stipendi e dalla valorizzazione dei calciatori sotto la guida di Gasperini, in attesa del progetto dei progetti: il nuovo stadio di Pietralata, che a fine settembre ha ottenuto l'autorizzazione definitiva. L'inaugurazione è prevista nel 2029.