Mezzogiorno di fuoco in riva al lago. La Roma riparte da Como dopo una lunga pausa, in una sfida dal sapore d'alta classifica tra le due squadre più etichettate come principali rivali dei campioni in carica, quell'Inter che ieri ha strapazzato il Parma a San Siro e che i giallorossi si ritrovano già a inseguire a casa di Fabregas. Stadio e campo storicamente, ma soprattutto attualmente, molto ostici.
Due filosofie diverse ma dedite al dominio per due allenatori che non si apprezzano e che vogliono provare a prevalere e dare un messaggio forte al campionato. Gasperini si presenta con due assenze pesanti: oltre a Cristante mancherà a lungo anche Svilar. "Purtroppo è una brutta tegola, però a volte nelle stagioni molto lunghe succedono imprevisti come questo. Prepareremo Gollini, sarà lui a sostituirlo e avrà modo di tornare a essere il portiere importante che è stato per un certo periodo. E' sicuramente un ottimo secondo portiere, adesso ha l'opportunità di giocare con continuità. Quando l'ho avuto all'Atalanta era arrivato anche a essere convocato in Nazionale, ricoprendo il ruolo di terzo per parecchio tempo. Quindi ha sicuramente delle capacità e del valore".
Amarezza, quindi, ma anche fiducia da parte del piemontese che ha messo da parte le ruggini con l'estremo difensore e ora si affida a lui con speranza. D'altronde chiunque paragonato a Svilar farebbe tremare le gambe ad allenatori e tifosi. Ma i giallorossi devono guardare avanti e tentare di fare la miglior partita possibile contro una squadra di qualità e che va a mille all'ora ormai da mesi. Prestazioni da due volti la scorsa stagione con la gara d'andata all'Olimpico interpretata in maniera sublime dalla Roma con pressing e duelli vinti, mentre un ritorno da incubo subendo le rotazioni a tutto campo dei lariani.
"Un gruppo di valore che come ho avuto occasione di dire compete per le prime posizioni con le migliori squadre. Nelle due partite in cui ci siamo incontrati il Como ha giocato anche con una difesa a tre nel primo tempo della gara d'andata, poi ha variato. Anche noi abbiamo le nostre varianti. L'aspetto tattico è sicuramente importante, ma non mi sento di dire che sia così determinante".
Entusiasmo è stata una delle parole chiave che ha accompagnato l'inizio della stagione giallorossa, ma Gasp non ha subbi sui benefici dei una passione travolgente e coinvolgente. Anzi, batte ancora una volta su un punto per lui fondamentale: devono essere coinvolti anche i Friedkin: "E' la gente, con questa passione enorme che ha verso la squadra, che contagia me e la squadra. Sicuramente giocare in mezzo a questa passione, in mezzo a questo entusiasmo, con uno stadio sempre pieno, credo sia qualcosa di favorevole. Per fare una grande squadra, ma grande come penso io, credo sia importante avere una società molto coinvolta, anche perché io sono venuto alla Roma nel momento in cui ho conosciuto Dan e Ryan Friedkin e questo mii ha sicuramente convinto che si potesse fare qualcosa di importante".