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(23/02/2021) A.S. Roma

Totti: Nella Roma inserirei una figura che conosca la squadra, la città e l’ambiente. Mi sarebbe piaciuto aiutare il club da dirigente, spero ora di farlo portando giovani di qualità

Francesco Totti è stato ospite ieri su Twitch all’interno del canale di Christian Vieri con protagonisti anche Daniele Adani, Nicola Ventola e Antonio Cassano.
 
Su Cassano: “Se mi avesse dato ascolto, Antonio sarebbe rimasto a Roma altri vent’anni. Si è fatto abbindolare da altre persone, era giovane e non ci ha capito un c****. Con lui ho vissuto i momenti più belli della mia carriera. Anche perché non ne ho visti passare tanti (ride ndr). All’inizio dormiva a casa mia, l’ho portato a casa. Non eravamo amici, eravamo fratelli”.
 
La serie tv: “E’ carina. Mi emoziona rivivere quello che ho passato. Antonio? Nella serie è uguale, quando lo sentirai parlare (riferendosi a Cassano, ndr) morirai. Cassano e Spalletti sono uguali. Sono sei puntate ed esce il 19 marzo. Ci sono grandi attori ed è veramente bello, è venuto bene”.
 
Hai qualche giocatore da segnalare? “Di giovani promettenti ce ne sono tanti ma quasi tutti sono impegnati e quando sono impegnati giro alla larga. Ne ho trovati 4-5… Il ragazzo che ho portato alla Cremonese? Coccolo… è bravo, è un bel giocatore. E’ della Juventus ed è andato in prestito alla Cremonese in Serie B. Mi piace questo lavoro. I problemi? Io faccio tutte le cose a norma. Questa è una mia scelta e quando prendo delle decisioni le porto avanti fino alla fine. Sono rimasto nel mondo del calcio e in questo mondo posso dare qualcosa in più, non ho deciso di fare un altro mestiere. Nel calcio so cosa posso dare. Ho sempre pensato ad un futuro nella Roma, purtroppo ci sono state situazioni inaspettate. E’ come se mi avessero messo spalle al muro per prendere una decisione che io non avrei mai voluto prendere. Ho fatto la scelta migliore restando nel mondo del calcio. Trovare e far crescere dei giovani è la vittoria più bella”.
 
Se Friedkin dovesse chiamarti per affidarti un ruolo decisionale? “Non è mai successo ancora. Se dovesse succedere mi metterei seduto e ne parlerei. Ho intrapreso però questo percorso e lo voglio portare a termine. Ho messo su una squadra di professionisti, ragazzi semplici e umili e non voglio lasciarli in mezzo alla strada, mi sentirei una m****. In questo momento proseguirò poi se dovessi stancarmi o se dovessero mettermi i bastoni tra le ruote allora potrei pensare di fare altro. Dire no alla Roma è stato un colpo enorme. Pur di non andare via dalla Roma mi sarei ammazzato”.
 
La Roma: “Sono tifoso… e resterò sempre tifoso. Mi incazzo perché sono tifoso e spero che possa arrivare il più in alto possibile. Facendo questo lavoro spero di poter aiutare la Roma portando giovani di qualità, di farla crescere come io avrei voluto da dirigente. Spero di farlo ora”.
 
Non sei più entrato a Trigoria? “No, resto fuori. Accompagno Christian e resto fuori sul piazzale. Vito, i magazzinieri escono tutti fuori ogni volta”.
 
Cosa non ti hanno fatto fare? “A me sarebbe piaciuto fare il direttore tecnico, che non significa avere potere su tutto però un potere decisionale sui giocatori. Avrei potuto dare qualcosa in più rispetto ad altri dirigenti. Però in quel contesto ero l’ultimo degli ultimi”.
 
Venivi poco coinvolto? “Mai coinvolto, è diverso”.
 
“La proprietà è straniera, l’allenatore è straniero, il direttore sportivo è straniero… Uno competente, che sa di Roma, che conosce l’ambiente, che conosce tutto di Roma sarebbe la figura migliore da mettere dentro. Uno in grado di far da tramite tra società e squadra. Questo è quello che manca, secondo me”.
 
Quello che sta facendo il Milan con Maldini? “Maldini ha preso potere adesso rispetto a prima. Vi faccio una domanda io: avete fatto caso che tutti gli ex calciatori di un certo livello non fanno parte di una società di calcio? Sarà una casualità o c’è qualcosa che può dare fastidio? Se io un giorno prendessi una società di calcio chiamerei tutti gli ex calciatori affidando loro dei compiti, perché loro conoscono il calcio, loro hanno giocato a calcio e conoscono il rettangolo di gioco. E’ come se io mi mettessi a fare politica… Dove posso andare? Potrei imparare qualcosa, sì, però…”.
 
Rui Costa al Benfica ha un ruolo molto importante: “Lo so, me lo ha detto Tiago che lì faceva il secondo”.
 
“In una società, poi, soprattutto questi personaggi che di calcio capiscono meno rispetto ad altri calciatori devono essere prime donne… e quando non sono prime donne ti si mettono contro. Io gli dicevo (in riferimento al passato nella Roma, ndr) di prendere un calciatore ma non volevo dire che lo avevo preso io, per me contava il bene della Roma. Potevano tranquillamente dire di averlo preso loro. Io avevo segnalato un giocatore che poteva fare bene e stiamo parlando di un calciatore di livello che poi è andato al Chelsea”.
 
Nedved: “Sta alla Juve e alla Juve hanno tutto.
 
 
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