Sulle sue condizioni e la sua maturazione
"Sono uno che dà tutto, in quel momento ho voluto dare una mano a tutti i costi alla squadra, che stava vincendo. Poi per fortuna abbiamo vinto contro la Roma: ho dato tutto, sono al centro sportivo da mattina a sera, il duro lavoro paga sempre. Ci tengo a precisare che io voglio maturare, più per la mia famiglia che per me stesso. Ho dei bambini e devo dare l'esempio, da uomo di casa. Prima come persona e poi come calciatore. Non nascondo che la maglia azzurra è un obiettivo, lo coltivo ogni anno. E so che con prestazioni del genere posso sperare in una chiamata. Se non succede, continuo a lavorare, ma l'obiettivo è essere al playoff e poi ai Mondiali".
Sull'esperienza a Udine
"Fin dall'inizio ho detto che ho una riconoscenza altissima, mi hanno dato una possibilità dopo due anni in cui ho giocato poco e male. Quest'estate sono stati tra i pochi a credere in me, facendomi sentire desiderato e amato, parte di un progetto. Al di là di cosa succederà, massimo rispetto, a tempo debito ci siederemo tutti insieme con la massima apertura mia, ma credo anche del club, per risolvere la situazione. Io qua sto bene e non cerco nient'altro".
Il rapporto con Runjaic
"Il mister mi sta trattando come un secondo figlio. Ho un rispetto totale per lui, è un allenatore molto forte e soprattutto una gran persona. Ti dice sia quando le cose vanno bene che male, senza troppi giri di parole: apprezzo le persone senza maschere. Sono felice di essere allenato da lui".