Questa l'apertura di Mario Corsi nella puntata di Te la do io Tokyo del 9 marzo:
"C’è una frase che in questi anni di trasmissione abbiamo ripetuto spesso e che non vorrei dover dire ancora ma 'siamo alle solite'. Ci sono tre cose da capire. Primo: se Gasperini ha sbagliato qualcosa nella formazione. Secondo: perché Pellegrini giochi sempre e comunque ogni partita. Terzo: se davvero c’erano addirittura due rigori a nostro favore, perché io sinceramente in diretta non me ne ero accorto.
Quello che ho visto io è stato altro: una Roma imbarazzante e un De Rossi molto bravo, che ha impostato la partita sulla grinta, sulla cattiveria e sull’intensità, e alla fine l’ha vinta.
La cosa che brucia di più è l’abitudine alla sconfitta. Abbiamo perso nove partite stagionali: veramente troppe. La Roma non riesce a fare quello che dovrebbe fare e la responsabilità principale è della società. La costruzione di questa squadra è deficitaria, soprattutto nelle seconde linee, che con gli infortuni sono diventate prime. E se la Roma è ancora in corsa per diversi obiettivi stagionali è soprattutto grazie all’allenatore, che può sbagliare qualche scelta – come tutti – ma resta il principale artefice di quello che di buono si vede. Una sconfitta che riporta a galla le lacune di una rosa che Gasperini spesso riesce a mascherare. Io continuo a non capire perché si insista a giocare in dieci con Pellegrini. È vero che le alternative non sono molte, ma possibile che non ci sia un altro giocatore da provare al suo posto? O magari una soluzione tattica diversa? Le dichiarazioni di Gasperini, comunque, hanno un senso: si schiera dalla parte della squadra perché sa che questo è un momento delicato e che il gruppo va sostenuto. La squadra non deve mollare."













