Dal ritiro dell'Olanda, che si sta preparando alla sfida amichevole con la Norvegia, Donyell Malen è intervenuto in conferenza stampa insieme al CT Koeman. L'attaccante ha parlato dell'impegno con la sua nazionale ma anche della scelta di trasferirsi alla Roma. Ecco le parole dell'attaccante giallorosso.
Cosa peni della partita contro la Norvegia?
"Penso che la Norvegia sia un'ottima squadra. Non si sono qualificati per i Mondiali per niente. E' un buon test per noi e non vedo l'ora di affrontarli. Ho già giocato contro questa nazionale due volte e ricordo bene quelle partite".
Com'è maturata la decisione di trasferirsi alla Roma nel mercato invernale?
"Ne ho parlato prima con il CT Koeman e, fortunatamente, ha approvato il mio trasferimento".
Quali sono le prime impressioni sul calcio italiano e sulla Serie A?
"Non sono in Italia da molto tempo, ma il calcio italiano mi si addice. Quando si prende una decisione su un trasferimento come questo, si pensa inevitabilmente anche ai Mondiali: per me era diventato necessario giocare con continuità. Ho partecipato a due grandi tornei internazionali: personalmente è andata bene, ma a livello di squadra avremmo potuto fare meglio".
Cosa provi a vestire ancora la maglia della Nazionale?
"È davvero speciale. Io vengo da un piccolo villaggio. Da bambino ho sempre avuto le maglie della nazionale olandese, ma essere qui è un'occasione unica. Non dimenticherò mai il mio debutto (nel 2019 contro la Germania, ndr). Ma non mi accontento, voglio di più: ho appena parlato con Ruud van Nistelrooij degli aspetti in cui devo ancora migliorare. Cerco di essere sempre presente, sia come sostituto sia come titolare. Voglio essere importante per il gruppo e dare il massimo anche quando non gioco".
Il tuo attuale momento di forma?
"Non è sempre facile, bisogna davvero saper cambiare marcia. Ma essere in nazionale è un onore e anche in dieci minuti si può fare la differenza. In questo momento mi sento un buon attaccante e mi sento in forma. Il merito è anche del mio club: alla Roma attacchiamo molto ed esercitiamo molta pressione sugli avversari".