Oggi Edoardo Bove ha preso parte alla cerimonia per gli 80 anni dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Boreale, che acquistò nel 2024. L'ex centrocampista della Roma poi ha rilasciato un'intervista a margine, parlando anche della squadra giallorossa. Ecco le sue parole, riportato da Gazzetta.it.
La Roma insegue la Champions: "Spero che ci vadano, lo dico per la piazza e per i miei ex compagni. Ieri contro il Parma è stata una partita molto importante. La Roma cerca sempre di fare il possibile per ottenere il massimo. Gasperini ha le sue idee e sta portando avanti una stagione importante".
Il derby: "Sabato prossimo farò il compleanno e spero in un regalino... Non so se andrò allo stadio. Continuo a sentire i miei ex compagni di Fiorentina e Roma, anche José Mourinho: le esperienze condivise non si dimenticano. Come non dimentico per esempio Paulo Dybala, un campione che mi è stato sempre vicino: è uno dei più forti con cui ho giocato".
I mesi al Watford, squadra con cui è tornato a giocare: "Mi sono trovato bene a Londra, un’esperienza nuova. Lì il calcio è differente rispetto al nostro, è più verticale, con lanci lunghi, non è molto costruito. La Serie A è un campionato importante, in futuro non nego che mi piacerebbe tornare (per il momento, ricordiamolo, i regolamenti non lo consentono, ndr). Col Watford volevo mettermi alla prova in una realtà diversa. Forse non ho avuto la possibilità di mettere con continuità minuti sulle gambe, ma l'esperienza è del tutto positiva, questo club inglese mi ha dato la possibilità di ripartire e ne sono orgoglioso".
I ricordi alla Boreale: "Sono stato fortunato ad essere stato un giocatore della Boreale, di aver fatto parte della storia del club, è un motivo di orgoglio. Grazie a questa società sono riuscito ad ottenere certi risultati. Sto cercando di trasformare un ricordo d’infanzia in un legame ancora più grande. Abbiamo portato avanti progetti come quello del primo soccorso, noi qui alla Boreale facciamo in modo che i ragazzi siano al corrente di tutte le manovre in situazioni di emergenza come quella che ho vissuto io. Quello spavento dobbiamo in qualche modo cercare di concretizzarlo in qualcosa di utile per tutti. È stato un motivo di grande gioia. Le prime scintille per tornare a giocare le ho accese qui, allenandomi con i ragazzi della prima squadra. Questo è il luogo da cui sono ripartito due volte".