Antonio Felici di France Football è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
"I Friedkin che vendono l'Everton? Mi pare di aver capito che ci sia da parte di una bella fetta di tifosi un sospiro di sollievo per la messa in vendita dell'Everton, convinti che così si concentreranno sulla Roma. E in parte sono anche d'accordo. Però con questi proprietari del terzo millennio bisogna essere un po' freddi, questa non è gente che si innamora dei club, è gente che bada agli affari. Secondo me anche come stanno gestendo la vicenda dell'Everton ci deve far capire la loro mentalità, che è abbastanza evidente: prendere un'opportunità nel mondo dello sport, fare degli investimenti e poi avere un forte ricavo. Con l'Everton questo hanno fatto: c'era da completare lo stadio e sistemare i conti del club, hanno fatto entrambe le cose e adesso, se riescono a vendere, lo faranno a una cifra tale che gli permetterà di realizzare un grande guadagno. Non pensiamo che con la Roma sarà una cosa diversa: quando non si sa e sicuramente la situazione è molto diversa da quella dell'Everton perché già sono molti anni che sono qui, la costruzione dello stadio della Roma non è il completamente dello stadio dell'Everton, è una cosa molto più impegnativa, però quando questi si renderanno conto che più del progetto economicamente sarà stato fatto, passeranno alla cassa. Quindi io in prospettiva non mi aspetto che i Friedkin possano rimanere dopo aver costruito lo stadio e aver fatto l'operazione più importante che c'è dietro al progetto Roma. Noi dobbiamo esserne consapevoli. Questo non significa avere una visione negativa dei Friedkin, perché magari in questa fase storica un proprietario del genere può essere funzionale, ma è bene che si sappia. Se ci aspettiamo un innamoramento della Roma da parte dei Friedkin, sbagliamo.
A Roma un salto in avanti in questi anno lo abbiamo fatto, non è che oggi il tifoso della Roma stia lì a fare il paragone con la Lazio. Il tifoso della Roma forse guarda più il Napoli che ha vinto 2 scudetti in 3 anni e queste situazioni qua, la Lazio debole lascia il tempo che trova, non credo che il primato cittadino ormai sia un obiettibo sufficiente per placare i tifosi, che vogliono di più. I Friedkin in un paio d'anni hanno completato lo stadio dell'Everton e non sono mai andati a vederci una partita, questo fa capire che mentalità hanno. Quindi è inutile continuare a domandarsi perché non vengono: è perché non gliene frega niente, si tratta di un'operazione imprenditoriale e basta, non c'è un coinvolgimento emotivo. Questo non è detto che sia un male. Io spero che in questo lasso di tempo che servirà ai Friedkin per portare a termine il loro affare, la speranza è che la Roma possa vincere qualcosa di importante, così, accidentalmente. Anche perché l'allenatore eccellente ce l'abbiamo, una squadra buona ce l'abbiamo, può succedere. Se ci aspettiamo che i Friedkin siano i nuovi Viola o Sensi, siamo fuori strada.
Per quanto riguarda Como-Roma, mi importa relativamente di Pellegrini, io faccio il tifo per Mora dal primo minuto, per due motivi. Il primo è che, se questo è forte, bisogna cominciare a trovare delle occasioni per metterlo titolare e vedere quello che riesce a fare. Il secondo è che secondo me questa è la partita ideale: incontra il Como che pratica un calcio che possiamo definire "iberico", una squadra che non richiede la fisicità che poteva richiedere la partita con l'Inter, quindi secondo me è una partita in cui uno come Mora, con le qualità che ha, sulla trequarti può essere una carta importante, anche per il tipo di partita che può svilupparsi. Pellegrini non gioca da 6 mesi, metterlo titolare sarebbe una scelta avventata da parte di Gasperini, si può mettere in corsa in base allo sviluppo del gioco".