Nel pareggio di ieri fra Como e Roma al Sinigaglia, un episodio chiave è stato il rosso diretto dato a Donyell Malen. L'intervento del centravanti olandese è stato duro, ma soprattutto Gian Piero Gasperini si è lamentato per la trattenuta ripetuta subita dal giocatore in precedenza, che non è stata fischiata.
Sull'episodio è intervenuto nello studio di Dazn l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi: "Se commetti un grave fallo di gioco o una condotta violenta, ciò che è successo prima non sana il fallo e non si può cambiare la decisione tecnica. Ad esempio, se un giocatore è in fuorigioco e poi commette un grave fallo da espulsione, il rosso rimane e si riprende con il fuorigioco. Non è che la sanzione tecnica esclude quella disciplinare".
Sul Var, poi, ha chiarito: "Il Var è uno strumento particolare nato per correggere il chiaro ed evidente errore, che però non si può quantificare. Abbiamo cercato, quando ero designatore, di migliorare e perfezionare lo strumento. Mi sono reso conto da utente che non puoi perfezionare una cosa che di natura non è perfetta, il calcio non è perfetto. Poi mi sono accorto che la gente ha avuto un rigetto con la tecnologia. La Uefa allora ha fatto un incontro per allineare tutte le federazioni, e l’Italia sta seguendo la linea in maniera corretta, per tornare un po’ alle origini. Questo è uno strumento che va usato per la decisione importante e quindi va resa all’arbitro centrale la decisione principale. Bisogna però al tempo stesso accettare anche qualche errore, altrimenti si ritorna al punto della troppa tecnologia. Il problema è la definizione di chiaro ed evidente, o si cerca di rendere il Var più perfettibile possibile, oppure, metti la responsabilità in campo all’arbitro. In Inghilterra non hanno mai accettato la tecnologia perché hanno una filosofia di calcio diversa".