La partita è stata un rollercoaster di emozioni, soprattutto alla fine.
"Si può dire che ci sono state due partite. La Roma è stata superiore in tutti gli aspetti in una partita. Dopo ci sono stati 20' dove era impossibile fermare il Real Madrid. Ci sono stati due tempi distinti. Loro ci hanno sorpreso all'inizio, con Soulé più sulla fascia rispetto alle partite precedenti. Hanno creato superiorità su quella fascia ed è stato difficile per noi controllarla. Nel secondo tempo eravamo più organizzati, il secondo gol che abbiamo preso è ridicolo e non si può prendere in competizioni di questo livello. Sul 3-1 magari per molti la partita era morta, ma morti erano i giocatori della Roma. E' molto difficile giocare con questa intensità e con questo stile di gioco. Il Real ne ha approfittato, certo. Sul 3-1 abbiamo fatto dei cambi, visto che prendere il quarto o il quinto non sarebbe cambiato molto. Poi loro non sono stati capaci, fisicamente e tatticamente, ad accompagnare il nostro calcio offensivo".
Parliamo sempre di Mbappé, Vinicius, Bellingham, poi alla fine la risolvono Espì ed Endrick.
"Come ho detto ieri, quando mi hanno chiesto se la Roma potesse prendere in prestito Endrick, ho detto che era impossibile. So quello che può dare. Il povero Hermoso dopo 70' di Diomande ha visto entrare lui e non poteva fermarlo, come non poteva neanche Koulierakis".
Perché ha detto 'no' col dito alla fine?
"Niente, stavo festeggiando. Non ho fatto la corsa verso la Curva Nord, dove erano i nostri, e verso la Sud non era possibile per l'estremo rispetto che ho per loro. Se ho voluto dire 'non mi arrendo'? No, onestamente no".