Questa l'apertura di Mario Corsi nella puntata di Te la do io Tokyo del 15 ottobre:
"Cercare di capire questa partita è quasi da scienziati, perché secondo me ha avuto due anime completamente diverse. Da una parte c’è una Roma che per lunghi tratti ha sfondato il Real con il gioco, dominando e mettendolo seriamente in difficoltà. Dall’altra ci sono gli ultimi venti minuti, e soprattutto gli ultimi sette, in cui è successo quello che abbiamo visto e la partita è stata completamente ribaltata. Poi possiamo iniziare con il giochino dei “se”: se ci fosse stato Svilar, se ci fosse stato Koné. Ma così non si va da nessuna parte. Io devo essere onesto: non sono contento. Abbiamo perso 3-4 in casa dopo essere stato avanti 3-1 a venti minuti dalla fine. Quindi di cosa dovrei essere contento? Posso fare i complimenti alla squadra per il gioco espresso, per il coraggio e per aver dominato per lunghi tratti, ma alla fine hai perso. È una partita che probabilmente non cambierà nulla e non comprometterà nulla, però questo non significa che il risultato vada ignorato. Se domini una partita e poi prendi tre gol nel finale, per me non puoi uscire soddisfatto. Io rompo le palle ai presidenti da una vita, da Sensi e Viola fino ad oggi, finché non si vince. Quindi la mia idea resta sempre la stessa: bravi tutti, complimenti per la prestazione, ma non sono contento. Io adoro Gasperini, però parlando di calcio inizio a farmi una domanda. Questa tendenza a farsi rimontare può dipendere dall’enorme dispendio energetico che richiede il suo gioco? Forse, in alcuni momenti della partita, bisognerebbe provare magari anche a gestire meglio, abbassare i ritmi e controllare il vantaggio invece di continuare sempre allo stesso livello di intensità. È un dubbio che comincio ad avere. Detto questo, la Roma ha dimostrato una cosa importante: può sedersi al tavolo delle grandi senza paura. Il divario esiste ancora, ed è normale che sia così, ma questa squadra ha dimostrato di poter competere. Infine, la Curva Sud è stata esemplare: all’inizio ha sostenuto la Roma come doveva fare, poi ha regalato un tributo da brividi a Mourinho."













