Nicolas Burdisso, direttore sportivo del Boca Juniors, ha rilasciato un'intervista nella quale ha parlato anche di Daniele De Rossi, ex calciatore del club argentino e suo compagno di squadra ai tempi dell'AS Roma: "Per lui è stato semplice. I grandi campionati solitamente si portano via i nostri giovani migliori. Noi dovevamo ragionare al contrario. Mi sono chiesto: perché noi argentini, che abbiamo i mezzi, non possiamo portare qui un personaggio come De Rossi. Mi sono venuti in mente tre o quattro nomi europei, ma Daniele aveva tutto quello che cercavo. Per un italiano mettersi in gioco qui non è stato semplice. Prima di provarci, ho aspettato di vedere cosa avrebbe fatto la Roma, che era comunque la sua casa e che quindi doveva avere la precedenza. Dopo aver visto la loro scelta, l'ho chiamato dicendogli di volergli offrire una soluzione e di pensare nel caso anche a noi".
Ancora su De Rossi: "Ha fatto delle cose qui tali da mettersi tutti dentro la tasca - ha sorriso Burdisso - è molto umile. Vedere campioni come lui che si mettono al pari nostro è bellissimo. Era sempre circondato dai più giovani, che volevano ascoltarlo. E lui li accontentava con tantissima passione".
Sull'avventura in Italia da giocatore: "Il popolo interista mi è stato accanto durante la leucemia di mia figlia. Quando sono tornato, mi sentivo tutelato da Moratti, dai compagni e dalla gente. Ho vissuto 5 anni a Milano in questa situazione, ma mi sono sempre sentito a casa nonostante avessi solo 22 o 23 anni. Poi sentivo la pressione di dover dare il massimo. Nel 2009 sono andato alla Roma, dove sentono il calcio come in Argentina. Ho dovuto lottare contro i miei ex compagni per lo scudetto. A maggio però ero molto contento per la loro Champions".
(gianlucadimarzio.com)
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