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(06/05/2023) A.S. Roma

Roma-Inter, Mourinho in conferenza stampa: La critica più forte che ho ricevuto mi dà una gioia molto grande perchè è stata fatta da una persona che ha preso tre anni di squalifica per scommesse

José Mourinho, allenatore dell'AS Roma, ha parlato in conferenza stampa al termine della partita contro l'Inter.

Ha detto che la società dovrebbe intervenire. E’ deluso dalla società sotto questo aspetto? “La società è sovrana, io lavoro per la società e faccio il meglio. Se entro nella direzione che qualche volta sono un po’ stanco di fare tanto, perché faccio tanto, sono più di un allenatore e qualche volta mi stanco… Però ho questa capacità di ritrovarmi di nuovo e domani sarò lì al Tre Fontane a vedere la Primavera, poi lunedì inizierò a lavorare per la partita di giovedì. Ed è una capacità di noi allenatori quella di ritrovare sempre forza ed energia anche quando sei un po’ deluso di qualcosa”.

Il suo futuro: "Non c'è storia, c'è una partita di giovedì, domani i ragazzi avranno un giorno libero. Io, se Mangiante (giornalista di Sky Sport) mi dà un bigliettino farò un po' di tennis, dopo andrò al Tre Fontane e poi inizierò a preparare la partita di giovedì".

Non c'è stata questa grande differenza con l'Inter. Come si può lavorare sulla testa dei calciatori per evitare errori individuali? "Di solito gli errori individuali hanno una relazione diretta con la qualità dei giocatori. Come si può lavorare sulla testa dei calciatori? Adesso è trendy avere un mental coach, magari qualche mental coach fenomeno può fare qualcosa. Io posso solo portare i giocatori fino ai loro limiti. Ad esempio quando sono arrivato Bove doveva andare in prestito alla Triestina mentre oggi gioca contro il Milan e contro l'Inter e quando vedo questa evoluzione la cosa è straordinaria. Mi rifiuto di rimanere nella tua domanda. Il gruppo è stanco morto, gioca sempre, non riposa, che deve giocare 90 minuti, con giocatori che giocano anche in posizioni diverse. A volte mi guardano durante la partita sperando in una sostituzione ma o gioco io o giocano loro ed è meglio che a giocare siano loro. Belotti per me è un eroe, non tutti i calciatori avrebbero giocato nella sua condizione. Dybala era solo con una gamba. Per Spinazzola è difficile giocare tante partite di fila e io posso solo parlare bene di questi ragazzi. Quando perdevo una partita era dura per me analizzare la partita con i calciatori, perché l'esigenza era altissima. Adesso invece guardo i ragazzi con tenerezza e rispetto. Poi ho la certezza che i tifosi guardano loro come li guardo io e che li rispettano come li rispetto io, questo mi dà una grande gioia e mi dà ancora più forza".

Oggi ha avuto la più grande dimostrazione di richiesta di rimanere qui dalla squadra o dal pubblico? Le sue proteste verso gli arbitri hanno avuto un peso, si aspettava questa reazione? "Dei miei colleghi non voglio parlare, non ho problemi con loro e non sarebbe corretto parlarne. Io non ho mai messo in dubbio la qualità umana dell'arbitro, nel senso della sua onestà. Ho detto che per me non ha qualità e che un arbitro deve essere empatico per tutti. Oggi, ad esempio, il quarto uomo è stato empatico e secondo me può arrivare in alto. La critica più forte che ho ricevuto mi dà una gioia molto grande perchè è stata fatta da una persona che ha preso tre anni di squalifica per scommesse nel calcio. Sarà sicuramente l'Italia l'unico Paese dove una persona così ottiene una posizione istituzionale importante. Ed essere criticato da una persona che ha avuto questo tipo di situazione nella sua vita mi dà gioia perchè significa che sono di un pianeta diverso dal suo. Il messaggio di affetto del pubblico? Siamo noi a ringraziarli e viceversa, è una cosa strana perchè nella mia carriera questa empatia l'ho avuta nei momenti belli dove è più facile avere questo. Abbiamo perso la partita ma la gente ha capito tutto e mi fa un piacere tremendo".

Questo pianeta calcio italiano non fa più per lei? "Amo l'Italia e amo lavorare in Italia. Ho avuto tanta ricchezza d'esperienza nei miei primi due anni e anche in questi anni qui. Quando si parla del periodo all'Inter si parla di gioia e di storia, qui meno gioia e meno storia ma dal punto di vista umano sicuramente straordinario. Io sto molto bene in Italia, questo mi aiuta a stare bene, anche a ridere un po' delle situazioni".

 
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