La Roma ha vinto 2-0 contro il Verona al Bentegodi, nel match valido per la 38esima giornata di Serie A, chiudendo al terzo posto e conquistando la qualificazione in Champions League. Dopo la partita, Gian Piero Gasperini è intervenuto ai microfoni di Dazn. Ecco le parole del tecnico giallorosso.
Tante le immagini di questa serata, soprattutto del finale: la tensione degli ultimi minuti prima del gol di El Shaarawy e poi la festa sotto il settore ospiti, coi tifosi che l'hanno acclamata, l'abbraccio ai giocatori uno a uno e infine anche il momento in cui l'hanno presa e l’hanno lanciata in aria.
"E' vero, alla Lino Banfi e con le battute di Lino Banfi (ride, ndr). E' stata una bellissima serata, difficile perché il Verona giustamente ha fatto la partita che ha fatto sempre ultimamente. Noi abbiamo faticato stranamente quando siamo rimasti in superiorità numerica, forse per la tensione e la fretta di voler chiudere il match. Non abbiamo giocato bene e non abbiamo sfruttando le occasioni".
La sliding door è stata la sconfitta di San Siro...
"Ho trovato fin da subito un gruppo che ha messo grande applicazione. Si vedeva che c'era la volontà di tutti di fare una stagione di livello. Questo è stato subito molto gratificante. Siamo partiti subito molto bene, conquistando anche un po' la critica e soprattutto la credibilità dei nostri tifosi. Anche nei momenti di difficoltà abbiamo sempre avuto lo stadio pieno. E' stata un'annata difficile per altri aspetti, ma paradossalmente non per il rapporto con giocatori e pubblico. Questa è stata la locomotiva che ha portato a questo risultato".
Lei, al contrario dei suoi colleghi, ha alzato sin da subito le aspettative parlando di Champions League anche se la società non gliel'aveva chiesta: perché lo ha fatto?
"Abbiamo avuto pochi momenti difficili, quello più difficile è stato il ko a San Siro contro l’Inter. Io ho alzato l’asticella perché vedevo come lavoravano questi ragazzi. Nel girone di andata abbiamo perso molti scontri diretti, ma al ritorno abbiamo sempre avuto la sensazione di essere cresciuti e di poterci giocare le nostre chance. Siamo cresciuti anche sul piano del gioco e Malen ci ha fatto fare un salto di qualità incredibile in attacco, ma allo stesso tempo abbiamo perso una quantità incredibile di giocatori come Dybala, Soulé, Dovbyk... lì davanti eravamo in pochi, in difficoltà, ma chi ha giocato ha sempre dato il massimo. Aspettavo di fare il filotto di 6-7 partite, ce lo dicevamo sempre tra di noi. Noi non eravamo riusciti a farlo, ma alla fine lo abbiamo fatto nel momento giusto".