Claudio Ranieri, Senior Advisor della proprietà Friedkin, ha rilasciato un’intervista televisiva a Sky affrontando diversi temi legati al presente e al futuro del club: dal possibile ritorno di Francesco Totti in società ai rinnovi di Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, passando per il mercato di gennaio, i vincoli imposti dalla UEFA, il clima interno e gli obiettivi della stagione.
"Non stiamo chiedendo di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti. Con la proprietà si è parlato di un programma di 3 anni, dove l'allenatore ha chiesto 15/16 giocatori e tutto al più altri giovani da far roteare intorno. E questo è il nostro percorso che cerchiamo di fare. Certo, prima possibile naturalmente, siamo la Roma, ma stiamo cercando di costruire, certo, subito non è possibile. Siamo molto contenti, di come gioca la squadra e di quello che sta facendo Gasperini. Noi siamo veramente contenti".
Ha scelto Gasperini…
"Abbiamo scelto. C'è stata una lista di nomi e io su tutti questi nomi ho detto la mia. Poi la proprietà ha parlato con gli allenatori e hanno scelto Gian Piero".
Dà diversi spunti interessanti… l'ultima analisi dopo l'Udinese come la decifra?
"Ha detto quello che noi sappiamo dall'inizio. La voglia è quella di andare il più alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo. Se vi ricordate a inizio campionato, ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà. Sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi sia nel primo che nel secondo. Gian Piero è molto bravo: voleva Malen e se l'è preso, voleva Zaragoza e se l'è preso. Robinio Vaz è stato un arrivo voluto da noi tutti. Tutte le squadre in Europa stanno acquistando giocatori giovani, ma non ai 20 come noi, che come spesa annua viene molto meno di tanti altri giocatori, ma a 50-60 milioni. Ma tu non puoi competere con Chelsea, Liverpool, PSG. Stiamo cercando anche di centrare questi ragazzi".
I rapporti tra Massara e Gasperini? Da queste tensioni esce energia costruttiva?
"Credo che nel nostro ambiente, allenatore-società, non credo. Sono due caratteri differenti: a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare. Se venisse qui Dio come ds, martellerebbe pure lui, è la sua forza. E' logico che è questo tipo di allenatore, questo tipo di persona, una spilla. Lui arriva la mattina, batte i pugni e ti pungola. Voglio questo, voglio quest'altro. Massara è una persona molto riflessiva e calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Non dobbiamo dimenticarcelo, Massara è la società: lui sente allenatore e sente quello che può fare con la società. Io sto nel mezzo".
Cosa pensa di Malen e Zaragoza?
"Due giocatori… Malen di grossissima esperienza, nazionale olandese. Zaragoza è un altro calciatore che ci mancava, come Malen. Malen sa giocare da punto di riferimento, faro, si sa smarcare benissimo e tirare in porta. Sa farsi vedere anche nelle situazioni più difficili, come lunedì sera contro l'Udinese, in cui si è comunque creato 2-3 occasioni. L'altro è un punto di riferimento dove dovrà capire il gioco di Gasperini, finora ha sempre fatto l'ala ed è stato largo. Ma ha quella capacità di saltare l'uomo sia dentro che all'esterno, è bravo nell'uno contro uno, è uno che rompe la marcatura".
Sui rinnovi? Dybala, Pellegrini?
"Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi. Altrimenti non ce la facciamo con questo FFP, non è che non voglia la società, è che bisogna abbassarlo. Deve essere un punto d'incontro o di divisione. In base a quello che hanno fatto sul campo, in base a quello che ci dirà l'allenatore e in base alle richieste e alle offerte della società ci saranno degli incontri. Se c'è un incontro, bene, altrimenti ci si saluta".
Quanto sono coinvolti i Friedkin nel futuro? I loro investimenti?
"Mi sembra che il campo e il nuovo stadio dica ampiamente quanto sono coinvolti. Hanno preso un allenatore per 3 anni e hanno chiesto di arrivare in Champions League, starci, e poi ci sarà l'anno che si vincerà lo Scudetto. L'anno che si lotterà per entrare in Champions League o Europa League. Questo è il loro modus operandi. Non si può dire a un allenatore: dobbiamo andare in Champions League. Stiamo costruendo, stiamo crescendo, questa è la cosa più importante. A fine anno vedremo cosa abbiamo fatto. Io non parlo sotto l'aspetto della classifica. Io parlo di crescita di numero di giocatori che il nostro allenatore reputa blocco. Io so che lui vuole portare il nucleo a 15-16. Il nostro obiettivo in questi 3 anni è portare il prima possibile questi giocatori. Io avrei voluto farlo subito, ma non sempre si può fare. Siamo tutti uniti in questo. E quando dico tutti io dico società e Gian Piero. Quando Gian Piero parla, non dice una virgola fuori posto e siamo tutti d'accordo. Quando i Friedkin mi chiedono cosa ne penso, io gli dico che sono d'accordo. Perché è veramente un uomo di grande visione. Dobbiamo avere il tempo per arrivare alla sua visione e il tempo ce lo daranno i campionati che andiamo a fare".
Totti può tornare alla Roma? Ci avete mai pensato lei e la società?
"Ci stanno pensando. E mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma. Perché Francesco è una parte della Roma".













