Andrea Stramaccioni, opinionista di Dazn e Rai, è intervenuto a Te la do io Tokyo, la trasmissione ideata e condotta da Mario Corsi, in onda sui 92.7 di Tele Radio Stereo.
Zaragoza può fare bene in Italia?
"Io non ho dubbi che fosse il tassello mancante nei 6 giocatori offensivi che vuole Gasperini. Lui ha sempre avuto un giocatore così, stile Papu Gomez: baricentro basso, piccolino, che sterza, destro che gioca a sinistra. Lì nella Roma c'era un problema, perché di ruolo in quella posizione, a suo agio, ci poteva giocare solo Pellegrini, e poi El Shaarawy quando entrava. Gasperini ha fortemente voluto un giocatore di quel tipo perché nella casella di centro-sinistra sulla trequarti erano caratteristiche che non avevi. Zaragoza fa parte della categoria dei Francisco Conceicao, Papu Gomez... brevilinei che in determinate partite hanno la forza di saltare l'uomo, di spaccare la partita. A me è piaciuto che all'esordio, su 5 palloni che ha ricevuto ha puntato 4 volte l'uomo, in Serie A non lo fa più nessuno".
A sinistra ha fatto un "casino", mentre a destra l'ho visto giocare meglio e anche le punizioni le ha calciate molto bene.
"Hai perfettamente ragione. È un giocatore che può giocare da entrambi i lati, però è stato preso per colmare quella casella di centro-sinistra. Per me adesso la Roma ha due coppie, Zaragoza-Pellegrini e Soulé-Dybala, sono giocatori che puoi alternare in quelle posizioni. A mio avviso Soulé e Dybala hanno uno sbilanciamento tra fascia destra e sinistra, dato dalla loro carriera, Zaragoza ha giocato tantissime volte a sinistra, quindi poi si va su quello che vuole l'allenatore, come per Malen. Il mister dall'olandese vuole che attacchi la linea, che allunghi i difensori centrali e lasci lo spazio per gli altri due. Da Zaragoza cosa vuole? Il mister ama da sempre i giocatori che fanno il primo controllo dentro, all'interno del campo, lui lo chiama "imbuto", con il centravanti e i due trequartisti che fanno i vertici bassi, un imbuto rovesciato, infatti lui dice sempre "gioca nell'imbuto", perché è la giocata che vuole e alla Roma a sinistra questo mancava, anche perché erano tutti mancini. Un brevilineo col dribbling così secco non ce l'aveva la Roma, perché Soulé ne ha uno più tecnico. Per me quello dell'altezza non è un tema, secondo me arricchisce il parco attaccanti di Gasperini".
Su Lookman all'Atletico Madrid?
"In quella posizione è devastante. La sua carriera cambia quando Gasperini lo porta a giocare mezzo sinistro, perché lui prima giocava ala, ma non è un giocatore che ha quella gamba lì, mentre da mezzo sinistro dietro al centravanti è devastante. Mi piace molto, è cresciuto tanto e ha personalità".
Abbiamo avuto riferimenti importanti su Robinio Vaz, anche se è un giocatore grezzo. Un parere?
"Parliamo di un giocatore giovanissimo per la nostra Serie A e per cui la Roma ha speso tanto. Quindi per me questa è la classica situazione in cui tu cerchi di fiutare il giovane che arrivi a valere quei milioni anche se oggi non li vale. Sono le classiche operazioni che devi fare se sei la Roma. Anni fa mi lamentavo quando la Roma voleva questi giocatori di 28, 32 anni, in prestito, a parametro zero, invece bisogna fare queste operazioni suo giovani, anche investendo, guardiamo il Como. Se a uno come Gasperini dai un centravanti vero e gli metti dietro un giocatore così, a me va benissimo, perché non ha la pressione che giustamente deve avere il centravanti della Roma, ma è un giocatore giovane, su cui hai investito tanto, nel giro della Nazionale, che ha dei numeri, quindi la Roma ha fatto un intervento coraggioso. Io dico sì all'operazione. Per me avere Pisilli a centrocampo, Vaz in attacco bisogna averli, uno per reparto, perché se poi lo azzecchi può valere 30/40 milioni".
La crescita di Pisilli?
"È la fiducia di Gasperini. Probabilmente all'inizio Gasp aveva creduto meno in Pisilli, aveva avuto meno possibilità di esprimersi. Lui è stato bravissimo innanzitutto a cambiare modo di giocare, si è adattato capendo cosa vuole il mister dai due di centrocampo, perché il mister vuole un lavoro mostruoso, mentre Pisilli era più una mezzala da 4-3-3. Il ragazzo ha colto le opportunità e poi il mister è così, non guarda in faccia a nessuno. Dietro a Cristante e Koné, coppia strepitosa per alchimia, è un giocatore importante. È un profilo di valore assoluto, Nazionale under 21, spero in futuro stabilmente in Nazionale maggiore, romano e cresciuto nel settore giovanile".
Chi preferisci tra Ghilardi e Ziolkowski?
"Ziolkowski mi piace tantissimo, secondo me è più abituato a fare il centrale dei tre, è più completo nelle due fasi, marcatura e copertura, che sono quelle che valutano il difensore. Ghilardi è più a suo agio quando ha il contatto con l'avversario, meno zonale. Forse oggi è più pronto Ghilardi, ma in prospettiva mi prendo Ziolkowski. Sono molto giovani e soprattutto ai difensori a questa età qualcosina bisogna concedergliela, serve un po' di pazienza".
Un paragone per Malen?
"Non mi piace fare paragoni. La cosa straordinaria che ha è la mobilità e la capacità di galleggiare sulla linea difensiva e attaccarla nel momento giusto. Questa è una cosa che trovo sempre meno negli attaccanti moderni, perché stiamo sfornando una generazione di attaccanti che vogliono tutti la palla addosso. Quelli che attaccano la linea sono sempre di meno e quando li trovi ti aprono le difese. Quando Thuram arrivò all'Inter, si mise in coppia con Lautaro e cominciò ad attaccare la linea da tutte le parti e non lo prendevano mai. Lo cito perché anche lui ha un passato da esterno, per cui sono giocatori abituati a correre e scattare e anche Malen ha queste caratteristiche. Gasp ne parla in brodo di giuggiole perché il movimento che fa Malen apre gli spazi per gli altri, perché sia che lo segui e gli danno la palla, sia che non gliela danno, apri gli spazi davanti ai due difensori centrali. E in questo senso ci sta il paragone con Vialli, mezzaluna a destra, mezzaluna a sinistra, dettava il passaggio. E poi questi giocatori sono amati dagli altri perché ti danno giocata".
Perché abbiamo perso gli attaccanti che puntano la porta invece di stare spalle alla porta?
"Secondo me dipende anche dall'evoluzione del calcio, più palleggiato, che ti invita a venire incontro e fare la sponda. Malen ha avuto una storia atipica. Lui è esploso come centravanti facendo caterve di gol, poi ha avuto la sfortuna di essere acquistato dal Borussia Dortmund, dove c'erano Haaland e Haller e lo hanno messo sulla fascia. La Roma ha sfruttato l'occasione e Gasperini lo mette al centro del suo attacco".
Il piccolo calo di Soulé?
"Soulé è arrivato al momento in cui il giocatore giovane o emergente arriva nella grande squadra e ha quell'impatto... Adesso è arrivato al bivio tra consacrarsi al livello successivo o mancare quell'aspettativa. E questo vale anche per la Nazionale, perché so che lui è dispiaciuto e arrabbiati perché vorrebbe essere convocato dall'Argentina, ma gli manca questo scatto che secondo me è di personalità, cioè cosa decidi di fare in un certo momento della partita. Deve cominciare a fare scelte da grande giocatore, deve fare quello step".